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Due Passi nel Mistero/13

Continua da questo post . Scoperte in grado di cambiare...quantomeno, "UN" mondo... LA SCOPERTA Germania, un dente-fossile ...

giovedì 27 gennaio 2011

PANDORA'S TIMES parte XCI

Prosegue dalla parte XC.


IL SISTEMA DI BACKUP DELLE COMUNICAZIONI E ’ STATO MIRACOLOSAMENTE AVVIATO IN “MODALITA’ DI ESERCITAZIONE” E PRONTO PER L’USO L’11 SETTEMBRE

A CURA DI 9/11 BLOGGER

Uno speciale backup network che permette le comunicazioni tra gli uffici militari e governativi durante le emergenze e ’ stato ‘miracolosamente’ avviato il giorno prima del l’11 settembre, cosi’ che fosse gia’ in funzione quando sono successi gli attacchi terroristici a New York e al Pentagono. Il servizio Speciale di Routing (SRAS) e ’ stato, avviato, per ragioni sconosciute, il 10 Settembre 2001, e dunque era pronto ad essere utilizzato il giorno seguente, quando c ’e’ stata un’emergenza nazionale, come quella per cui era stato progettato.

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Nuovo Ordine Mondiale.

L' ECONOMIST CONFERMA: NON E' UNA COSPIRAZIONE

L’ECONOMIST, PUBBLICATO DAL GRUPPO BILDERBERG, CONFERMA: SÌ, L ’ÉLITE DELLA POTENTE GLOBOCRAZIA COMANDA IL MONDO E NON È UNA COSPIRAZIONE

DI STEVE WATSON
prisonplanet.com

L’agenda per il sistema centralizzato di controllo globale è pubblica Si è spesso parlato della spinta verso un sistema centralizzato di controllo del governo mondiale come di una “cospirazione pubblica”. Gruppi come Bilderberg, la Commissione Trilaterale e il Council on Foreign Relations sono i perni di questa agenda, stabiliscono le misure prese dai politici e dai brokers del potere che questi gruppi hanno di fatto comprato.

Un articolo piuttosto eccentrico apparso da poco sull ’Economist fa riferimento a questa struttura di potere non come a una teoria della cospirazione, ma semplicemente confermando che ‘l’élite cosmopolita” si ritrova effettivamente in quei meeting in club esclusivi per forgiare il mondo nel quale la “superclasse” desidera abitare.

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STATI UNITI

Usa: Obama, sognare come ai tempi dei Kennedy

Discorso sullo stato dell'Unione del presidente degli Stati Uniti: torniamo a sognare

26 gennaio, 09:16

Come ai tempi dei Kennedy, l'America deve tornare a sognare se vuole di nuovo essere la prima nel mondo. E' questo, in sintesi, il messaggio che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha lanciato nel suo discorso sullo Stato dell'Unione, chiedendo agli americani di unirsi per vincere le sfide del futuro, tecnologiche e energetiche, per ricreare il sogno americano.
Obama ha anche affrontato temi di politica estera, preannunciando la sconfitta di al Qaida, e temi economici, investendo in innovazione, ricerca, riforme e infrastrutture ma anche tagliando le spese non necessarie: così il deficit - propone Obama - può essere ridotto di 400 miliardi di dollari in 10 anni congelando le spese discrezionali per 10 anni.

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Economia.

USA: FED, RIPRESA TROPPO DEBOLE PER RIDURRE LA DISOCCUPAZIONE

(ASCA) - Roma, 26 gen - La ripresa economica negli Stati Uniti e' ancora troppo debole per poter ridurre in modo significativo la disoccupazione.

E' quanto sottolinea il Federal Open Market Committee nel comunicato diffuso al termine della riunione in cui ha deciso di confermare i tassi d'interesse ed il programma di acquisto di titoli di Stato da 600 miliardi di dollari.

''La ripresa economica sta proseguendo - rileva il FOMC - anche se ad un tasso insufficiente per portare un significativo miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro''.

''La crescita della spesa interna - prosegue - ha accelerato alla fine dell'anno scorso ma resta limitata dall'alto tasso di disoccupazione, dalla modesta crescita dei redditi, dalla debolezza del mercato immobiliare e dalla stretta ddel credito''.

Sul fronte delle imprese, poi, secondo la Fed sebbene ''la spesa in attrezzature e software stia aumentando'' gli imprenditori ''restano riluttanti ad assumere''. fgl/sam/rob

Giappone: S&P'S, taglia rating a 'AA-'

Yen in brusca correzione dopo decisione agenzia rating

27 gennaio, 09:58

(ANSA) - TOKYO, 27 GEN - Standard & Poor's ha tagliato il rating sul debito del Giappone, portandolo da 'AA' ad 'AA-' sulla base della previsione che il deficit fiscale debba restare a livelli elevati per diversi anni a fronte di un flessibilita' in declino. L'agenzia di valutazione ha tenuto i giudizi sovrani sul breve termine a 'A-1+', con outlook stabile. Lo yen cede terreno ed e' in brusca correzione a Tokyo: passa di mano a 82,96 contro il dollaro e a 113,36 contro l'euro, perdendo in entrambi i casi un punto.

Spagna: crollo consumi

Dicembre, vendite al dettaglio -4,4%

27 gennaio, 11:38

(ANSA) - ROMA, 27 GEN - Crollano a dicembre i consumi spagnoli. Le vendite al dettaglio sono diminuite del 4,4% rispetto a dicembre 2009.

Spagna: nel 2010 disoccupazione al 20,3%

E' il tasso piu' alto dal 1997. I senza lavoro sono 4,69 mili

28 gennaio, 09:50

(ANSA) - ROMA, 28 GEN - La disoccupazione in Spagna ha raggiunto nel 2010 il 20,33%, il dato piu' alto dal 1997. E' quanto comunica l'istituto nazionale di Statistica. Rispetto all'anno precedente il numero dei disoccupati e' cresciuto a quota 4,69 milioni. Il 2010 diventa cosi' il quarto anno consecutivo di aumento della disoccupazione nel paese iberico anche se la crescita dell'anno appena chiuso (370.100 disoccupati in piu') e' inferiore a quella del 2009, quando persero il lavoro oltre 1 milione di persone.


MEDIO ORIENTE

ISRAELE

Shalom: "Non lasciate che il Libano diventi ostaggio di Iran e Hezbollah"

Mercoledì 26 Gennaio 2011 14:20

Il vice premier israeliano Sylvan Shalom ha lanciato oggi un appello alla comunità internazionale perché si faccia qualcosa per impedire che Hezbollah e Iran prendano "in ostaggio il Libano", dopo la designazione del miliardario sunnita Najib Mikati per formare un nuovo governo. "La comunità internazionale deve fare di tutto per impedire" che il Libano diventi ostaggio dell'Iran e di Hezbollah "che - ha ribadito Shalom - non è una semplice organizzazione terroristica ma una organizzazione terroristica controllata dall ’Iran".

Link: focusmo.it

Quale sarà il destino del processo di pace in Medioriente?

Giovedì 27 Gennaio 2011 12:03

Molti in questi giorni si chiedono se il processo di pace in Medio Oriente sia morto. La domanda nasce spontanea in seguito alla pubblicazione di circa 1.600 documenti da parte dell'emittente Al Jazeera, che hanno mostrato l'altra faccia dei negoziati israelo-palestinesi nel 2008. I più scettici temono che l'Autorità palestinese, sia inefficace o illegittima. Altri hanno fatto propria la convinzione che l'asimmetria di potere tra Israele e territori palestinesi sia semplicemente troppo grande per un compromesso genuino. Qualcun altro pensa che il conflitto sia guidato da un incitamento antisemita da parte dei Palestinesi e da un irriducibile razzismo israeliano.

Continua su: focusmo.it

YEMEN

La rivoluzione tunisina contagia lo Yemen

Venerdì 28 Gennaio 2011 11:18

Mentre la rivoluzione tunisina continua a contagiare altri Paesi africani, dove già sono scoppiate rivolte (Algeria ed Egitto) e si teme che la situazione precipiti a breve (Marocco, Etiopia e Libia), le proteste sono dilagate anche nello Yemen, il più povero dei Paesi arabi.

Più di sedicimila persone sono scese in piazza nella capitale Sana'a e in altre città per chiedere le dimissioni del presidente Ali Abdullah Saleh. Il leader del più povero dei Paesi arabi è salito al potere nel 1978, 32 anni fa, ed è stato l'unico presidente del nuovo Yemen, nato nel 1990 dall'unificazione tra Yemen del Nord e del Sud.

Costantemente impegnato a proteggere la repubblica (l'unica repubblica della penisola araba) dalla minaccia del terrorismo, Saleh, evidentemente, non è riuscito a gestire al meglio la complessa situazione economica del Paese. I dati statistici mostrano come attualmente nello Yemen il tasso di disoccupazione abbia raggiunto il 35%, con un'inflazione del 12%. Quasi la metà degli yemeniti vivono con meno di due dollari al giorno.


Link: focusmo.it


EGITTO

E' il "Venerdi della collera"

Trattenuto El Baradei, scontri in tutto il paese

Dal Cairo ad Alessandria, da Suez a Mansoura e Sharqiya, folla nelle strade per sfidare le misure repressive predisposte dal presidente Mubarak. Il segretario generale Onu Ban Ki-Moon chiede il rispetto della libertà d'espressione. Ma internet è oscurato e sono bloccate anche le comunicazioni tra cellulari

Continua su: repubblica.it


IRAN

ALTO RISCHIO DI ESPLOSIONI, CHIESTA UN'ISPEZIONE URGENTE DELL'AIEA. TEHERAN: "TUTTO SOTTO CONTROLLO"

"L'Iran sull'orlo di una Cernobil"

Russia e Paesi arabi: un virus ha danneggiato la centrale di Bushehr

CORRISPONDENTE DA NEW YORK

Russia ed Emirati del Golfo temono il rischio di una Cernobil 2 in Iran e premono su Teheran affinché consenta di ispezionare il reattore di Bushehr, danneggiato dal virus Stuxnet. A paventare il rischio di un disastro nucleare nel Golfo Persico simile a quello in Ucraina nel 1986 è l’ambasciatore russo alla Nato, Dmitry Rogozin, che ha proposto un’inchiesta congiunta russo-atlantica sulle reali condizioni di Bushehr, l ’impianto atomico costruito proprio da tecnici moscoviti.

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L'ANALISI

Egitto, le paure della diplomazia
"Se salta Mubarak cade il Nord Africa"

di VINCENZO NIGRO

"Se cade Mubarak cade il Nord Africa". E' questo lo spirito catastrofico ma probabilmente realistico con cui i tradizionali sostenitori del governo egiziano (a partire da Stati Uniti, Italia, Francia e Germania) guardano a questo venerdì di preghiere e proteste al Cairo e in tutto l'Egitto. Il sistema di polizia egiziano non è come quello tunisino, non dipende da una limitata cricca familiare stretta intorno agli affari della famiglia di Ben Alì. E soprattutto, allertati dai segnali arrivati da Tunisia e Algeria, i generali del Cairo sono pronti alla battaglia di questo venerdì 28 gennaio.

Al momento sono stati bloccati Internet e i social network attraverso i quali i manifestanti si coordinano nelle proteste. Ma tagliare i telefoni, le comunicazioni, non riuscirà a modificare le condizioni di protesta politica e popolare che hanno portato anche l'Egitto a protestare contro il suo governo. L'unica possibilità per un'evoluzione non catastrofica della situazione in Egitto è che, assieme ad esercito, polizia e servizi segreti, il regime Mubarak mobiliti rapidamente un'azione politica, un'iniziativa che governi il cambiamento.

In Algeria ci sono voci di un rapido cambio di ministri all'interno del governo. Ma per l'Egitto non basterà un rimpasto, soprattutto se le manifestazioni di oggi rafforzeranno un'ondata di protesta che grazie alla rabbia accumulata è in grado di durare per giorni e giorni. Se salta Mubarak è il caos: 80 milioni di egiziani fuori controllo al confine di Israele e al confine marittimo dell'Europa sono una seria incognita.
Forse il regime non salterà. Ma se Mubarak dura, se la repressione continuerà immutabile, anche il caos continuerà. L'unica speranza è che i segnali di un vero cambiamento arrivino presto, siano rapidi, concreti e che riescano a convincere il popolo egiziano.

Link articolo: repubblica.it


Forse, "siamo arrivati al giusto momento", in cui assisteremo all'inizio del posizionamento dei "tasselli mancanti" del grande puzzle del "Nuovo Mondo Globale", nel "teatro mediorientale, nord africano e "poi", anche oltre...

"Nella mia Gloria".


A seguire la parte XCII.

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