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ONU PRONTO A CONTATTI CON EXTRATERRESTRI - Parte LVIII

Prosegue dalla parte LVII . Ed ecco il palesarsi di un'altra prima volta...anzi, "altre prime volte". Eh Sì! Poiché i risco...

venerdì 7 gennaio 2011

PANDORA'S TIMES parte LXXXIV

Prosegue dalla parte LXXXIII.


CORRENTE GOLFO BP MAREA NERA.


Nuovo Ordine Mondiale.

IL CASO

La denuncia di Sarkozy:
"Nei paesi arabi piano d'epurazione dei cristiani d'Oriente"

Il presidente francese interviene dopo l'attacco alla chiesa copta d'Alessandria d'Egitto. "Garantire sempre libertà religiosa". Ma si è anche dichiarato preoccupato per le reazioni irrazionali "contro gli islamici", considerati dal 42 % dei francesi, "una minaccia"

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MEDIO ORIENTE

GAZA

"Scintille, disperatamente...fottute"...

Gaza, urlo di disperazione sul web

I giovani: 'Hamas fottuto, Israele fottuto, Onu e Usa fottuti'

07 gennaio, 12:04

(ANSA) - GAZA, 7 GEN - Allo scopo di 'rompere il muro di silenzio' che sembra avvolgerli, alcuni giovani di Gaza hanno lanciato su internet un grido di disperazione che sta raccogliendo negli ultimi giorni una eco crescente, nella Striscia, nel mondo arabo e altrove. 'Hamas fottuto. Israele fottuto. Fatah Fottuto. Onu fottuta. Usa fottuti' esclamano i ragazzi e le ragazze, convinti che nelle condizioni politiche attuali il loro futuro sia ormai compromesso.

Gaza: feriti 4 militari israeliani

Scontro a fuoco con commando palestinese a sud di Kissufim

07 gennaio, 20:32

(ANSA) - TEL AVIV, 7 GEN - Quattro paracadutisti israeliani sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco con miliziani palestinesi ai margini della Striscia di Gaza. Lo ha riferito la tv di stato israeliana. I feriti piu' gravi sono stati trasporti in elicottero in un ospedale del Neghev. L'incidente e' avvenuto a sud del Kibbutz di Kissufim, a ridosso della striscia di Gaza.

I militari hanno cercato di neutralizzare un commando palestinese scoperto a ridosso del confine. Ne e' seguito un duro scontro a fuoco.

Gaza: Hamas, basta attacchi a Israele

Contatti con gruppi armati palestinesi per evitare reazione

09 gennaio, 18:32

(ANSA) - GERUSALEMME, 9 GEN - Hamas ha avviato contatti con i gruppi armati palestinesi a Gaza per cercare di convincerli a cessare i tiri di razzi sul territorio israeliano per prevenire una nuova reazione militare di Israele. I lanci nelle ultime settimane si sono accentuati. Lo ha riferito l'esponente di Hamas Ayman Taha, secondo il quale il movimento islamico 'sta cercando di tenere la situazione sotto controllo, sollecitando tutte le fazioni a rispettare l'intesa nazionale' di cessare i tiri.

Che dite, diamo fiducia e ci crediamo...

Oppure no ?


IRAN

Iran builds new Eastern Front in Iraq against Israel, Jordan
L'IRAN COSTRUISCE UN NUOVO FRONTE ORIENTALE IN IRAQ CONTRO LA GIORDANIA ED ISRAELE
( in inglese - debka.com ).

Nucleare:Teheran produciamo combustibile

Per Occidente Iran non possiede tecnologia idonea a produzione

08 gennaio, 10:37

(ANSA) - TEHERAN, 8 GEN - L'Iran e' in grado di produrre da solo le barre di combustibile per alimentare i reattori del suo programma nucleare: lo ha dichiarato il ministro per l'energia nucleare e ministro degli esteri ad interim iraniano, Ali Akbar Salehi. L'Occidente ritiene che l'Iran non possegga la tecnologia per produrre le barre di combustibile. Tuttavia Salehi ha affermato che un'unita' per fabbricare le barre di combustibile e' stato costruita presso l'impianto (nucleare) di Isfahan.


ISRAELE

Capo uscente del Mossad:
"Iran nucleare non prima del 2015"

Venerdì 07 Gennaio 2011 14:31

L'Iran non riuscirà a produrre un ordigno nucleare prima del 2015, se si potrà contare sul fatto che le attuali pressioni internazionali nei suoi confronti resteranno inalterate. Questa la valutazione espressa da Meir Dagan, capo uscente del Mossad, nella cerimonia di passaggio delle consegne al suo successore Tamir Pardo.
Lo riferisce il quotidiano Yediot Ahronot, aggiungendo che secondo Dagan Israele dovrebbe eventualmente intraprendere una operazione militare contro le infrastrutture atomiche in Iran "solo se si trovasse con una spada al collo". Il giornale aggiunge che, nel suo discorso di commiato dopo aver trascorso otto anni alla guida del Mossad, Dagan ha fatto il punto su una serie di questioni scottanti per Israele.

1. Hezbollah - il suo "potenziale di fuoco", ossia il numero dei suoi razzi, supera oggi "quello del 90% di tutti gli Stati al mondo". La morte del suo capo di stato maggiore Imad Mughnyeh (ucciso quattro anni fa in un attentato) ha rappresentato un duro colpo da cui Hezbollah comincia a riprendersi solo ora. La maggior parte degli incarichi di Mughnyeh sono passati a Mustafa Bader a-Din. Altre sue incombenze sono svolte da Hassan Lakis, Tallal Hamyeh e in parte anche dal leader della organizzazione, Hassan Nasrallah.

2. Siria - Israele deve condizionare la ripresa di negoziati di pace ad un impegno del presidente Bashar Assad di disarmare gli Hezbollah ed annullare il patto di difesa con l'Iran.

3. Egitto - Il regime di Hosni Mubarak è saldo, e saprà superare il suo avvicendamento al potere.

4. Pakistan - Il suo armamento nucleare rischia di cadere nelle mani di elementi islamici estremisti.

Link articolo: focusmo.it

Mo: tensione in ufficio Netanyahu

Yediot Ahronot, a Gerusalemme non c'e' un leader

09 gennaio, 14:11

(ANSA) - GERUSALEMME, 9 GEN - C'e' tensione nell'ufficio di Netanyahu per le fughe di notizie riservate. Il premier ha chiesto l'intervento dello Shin Bet, la sicurezza interna. Le fughe di notizie che hanno fatto infuriare Netanyahu riguardano l'interesse di Israele ad acquistare componenti per una centrale nucleare e il contenuto di una telefonata con Putin sulla vendita di missili russi.
Interrogati i piu' stretti collaboratori del premier.
Yediot Ahronot conclude: 'A Gerusalemme non c'e' piu' un leader'.


IRAQ

"Il ritorno del 'MAHDI'...e del suo esercito"...

Leader sciita Moqtada

Sadr: via gli americani

Primo discorso dopo l'esilio del leader radicale sciita iracheno: siamo ancora combattenti

08 gennaio, 11:48
Link: ansa.it

BAGHDAD - Quasi quattro anni lontano dall' Iraq non lo hanno cambiato: per Moqtada Sadr, il leader radicale sciita iracheno a lungo considerato dagli Usa come una spina nel fianco, gli Stati Uniti sono sempre un nemico, a cui è necessario "resistere con tutti i mezzi". Tornato in Iraq mercoledì scorso, oggi ha pronunciato il suo primo discorso in pubblico, a Najaf, la città santa sciita a 150 km a Sud di Baghdad, e ha affermato che, anzi, i "nemici comuni" sono tre: gli Usa, la Gran Bretagna e Israele. Osannato dalla folla, migliaia di sostenitori che lo hanno atteso a lungo, il religioso dal turbante nero che distingue i 'discendenti dal Profeta' ha scandito: "Noi resisteremo sempre all'occupante, con la resistenza militare e con ogni mezzo", perché "noi siamo sempre combattenti".
Salvo poi ambiguamente affermare che le armi sono "solo per la gente armata"; forse in un tentativo di calmare i timori su una possibile ripresa delle attività militari della sua potente milizia 'Esercito del Mahdi' che, forte anche di 60 mila uomini, é stata ripetutamente accusata di essere responsabile di una ondata di omicidi settari negli anni più bui del dopo Saddam, il 2006 e 2007.

Ora, per suo volere 'l'Esercitò, che è stato protagonista di due sanguinose rivolte contro le forze Usa, ha deposto le armi, nel 2008, e si è trasformata in una "organizzazione umanitaria", ma molti ritengono che potrebbe anche tornare a combattere, ad un suo ordine. Ma per ciò che riguarda il 'fronte interno', Sadr è stato esplicito: "E' necessario girare per sempre la pagina dei conflitti tra fratelli e vivere nella pace e nella sicurezza", ha detto, aggiungendo che "il governo è stato formato e se sarà al servizio del popolo saremo con esso"; vice versa, "ci sono modi per correggerlo, ma che devono essere politici". E sul fronte politico Sadr è altrettanto potente che su quello militare: 39 deputati su 325 in Parlamento fanno riferimento a lui e sono stati cruciali per far nascere il mese scorso il nuovo governo guidato da Nuri al Maliki, in cui Sadr ha sei ministri. Ma la veste politica non gli ha impedito ancora oggi di mantenere il profilo populista, al punto di arringare la folla esosrtandola a scandire "abbasso, abbasso gli Usa", e i suoi sostnitori hanno accolto con entusiasmo l'invito.


ALGERIA

S'intensificano le proteste...ed inizia a scorrere il sangue ( che vi sia, un pò di mia "Gloria" ,anche qui )...

Algeria: manifestante morto a Ain Hadjel

Sarebbe stato colpito da alcune pallottole

07 gennaio, 21:49

(ANSA) - ALGERI, 7 GEN - Un manifestante e' morto durante le proteste in Algeria. Lo riferisce il quotidiano El Watan nel suo sito online, precisando che il dimostrante, di 18 anni, e' rimasto ucciso nel comune di Ain Hadjel, circa 200 km a sud est di Algeri, colpito da alcune pallottole. La notizia non e' ancora stata confermata da fonti ufficiali. Nel paese da martedi' si susseguono le manifestazioni contro l'aumento dei prezzi di generi alimentari di largo consumo.

Algeria: morto secondo manifestante

In scontri con la polizia nella cittadina di Bou Smail

08 gennaio, 12:00

(ANSA) - ALGERI, 8 GEN - Un uomo di 32 anni e' morto ieri in una manifestazione di protesta in Algeria in scontri con la polizia a Bou Smail, cittadina 50 chilometri a ovest di Algeri. Lo si apprende oggi da fonti locali. E' il secondo manifestante morto nelle proteste in Algeria.

ALGERIA

Scontri per carovita, tre le vittime
"Protesta non ha sostegno popolare"

Tensioni e violenze nonostante gli appelli degli imam alla calma. Dopo il 18enne freddato da un agente, un altro giovane è morto nella regione di M'Sila, 300 km a sud-est di Algeri. La terza vittima, un 32enne, a Bou Smail, cittadina a ovest della capitale. Per Dahou Ould Kablia, titolare dell'Interno, la rivolta non è di massa

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TUNISIA

Tunisia: almeno 20 uccisi da ieri

Lo ha riferito alla Afp un dirigente dell'opposizione

09 gennaio, 14:54

(ANSA) - ROMA, 9 GEN - Sono almeno venti le persone uccise a colpi d'arma da fuoco tra ieri e oggi in scontri con la polizia avvenuti in due localita' della Tunisia centro-occidentale, Thala e Kasserine. Lo ha detto alla Afp, Ahmed Nejib Chebbi, un dirigente dell'opposizione.


Terrorismo.

STATI UNITI

Washington, plico incendiario alle poste

E' il terzo ordigno dopo quelli del Maryland

Un pacco ha preso fuoco in un edificio governativo del District of Columbia. Era indirizzato al segretario alla Sicurezza interna, Napolitano. Nuovo caso dopo quelli di Annapolis e Hanover. Evacuato l'edificio, non ci sarebbero feriti

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A seguire la parte LXXXV.

1 commento:

UNATANTUM ha detto...

Chissà perché, ho sempre diffidato di chi "mi parla" di perdono, pace ed amore universale.

Forse perché, se "uno ti parla" di morte e distruzione, sai cosa aspettarti, ed è più difficile che "ti fotta".

Insomma, funziona più o meno, come con le belle donne.

Più sono belle...più "fai cazzate" per loro.

E solo dopo te ne rendi conto.