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WIKILEAKS: Assange e "l'Ultima Possibilità"/8

Prosegue da questo post . Palesando pubblicamente il rischio del possibile percorrere di pericolosi, tetri, umani sentieri...ad personam....

martedì 3 settembre 2019

PANDORA'S TIMES - Medio Oriente: "In Attesa, della Giusta Scintilla...e della 'Gloria', che Verrà"/244

Prosegue dalla parte 243.


Cronache di tempi finanche assai interessanti, a tratti fino all'intrigante, ed al preoccupante direi.

Ma tali sono a mio umile parere e quindi, così li appellerò, quantomeno, al "momento".

Tempi in cui le autorità britanniche di Gibilterra non avvallano le richieste statunitensi e lasciano libera alla navigazione la petroliera...ora, con tanto di cambio di nome e bandiera...palesemente iraniana, che facendo rotta verso il Mediterraneo Orientale si è vista poi negare l'attracco in Grecia, verso, si presume, la destinazione finale siriana...

La petroliera iraniana lascia Gibilterra


Respinto dalle autorità del territorio britannico il ricorso americano, la nave fa rotta verso il Medio Oriente. Intanto ha cambiato nome: ora si chiama "Adrian Darya"

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domenica 4 agosto 2019

WIKILEAKS: Assange e "l'Ultima Possibilità"/8

Prosegue da questo post.


Palesando pubblicamente il rischio del possibile percorrere di pericolosi, tetri, umani sentieri...ad personam...

Inviato ONU, Assange a rischio tortura


Lettere ai governi Usa e Gb dopo la visita in carcere a maggio

29 luglio 2019 15:32

(ANSA) - ROMA, 29 LUG - Julian Assange rischia la tortura in caso di estradizione negli Stati Uniti, dove sarebbe processato per la diffusione di documenti governativi. E' l'avvertimento di Niels Melzer, inviato speciale Onu contro la tortura, in alcune lettere - rese pubbliche nei giorni scorsi - inviate ai governi di Stati Uniti, Gran Bretagna, Ecuador e Svezia, subito dopo aver visitato il fondatore di Wikileaks in carcere, lo scorso maggio.
"In considerazione del forte pregiudizio pubblico contro il signor Assange negli Usa, ci sono serie ragioni di dubitare che riceva un giusto processo, rispettoso dei diritti umani. E se il signor Assange dovesse essere estradato negli Stati Uniti sarebbe esposto a un rischio reale di tortura o altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti", ha scritto nel suo rapporto, dopo aver fatto visita ad Assange, con due medici, nel carcere di Londra dove è detenuto da alcuni mesi, dopo che l'Ecuador gli ha revocato l'asilo.

mercoledì 3 luglio 2019

PANDORA'S TIMES - Medio Oriente: "In Attesa, della Giusta Scintilla...e della 'Gloria', che Verrà"/243

Prosegue dalla parte 242.


Apparentemente decisa presa di posizione con botta e risposta incluso. Ma, nell'eventualità di nefaste conseguenze, le vite in gioco, da ambo - o forse meglio, più - parti, sarebbero reali...

L'Iran: "Con le sanzioni il canale
della diplomazia con gli Usa è
chiuso per sempre"


Dura risposta di Teheran alla decisione di Washington. Il presidente Rohani: "La Casa Bianca è afflitta da ritardo mentale". Trump: "Per attaccare non serve il via libera del Congresso"

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sabato 1 giugno 2019

CRISI: "A Pochi Passi dal Baratro"/53

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"Evocando...Rare, Contromosse"...

SCONTRO CINA-USA
Guerra commerciale Cina-Usa, cosa sono le «terre rare» e perché
Xi ha un’arma in più contro Trump


di Guido Santevecchi, corrispondente da Pechino 21 mag 2019

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Elencando concrete possibilità...

- Usa e Cina, ora è guerra di valute:
ecco perché (e che cosa rischiamo)


sabato 4 maggio 2019

PANDORA'S TIMES - Medio Oriente: "In Attesa, della Giusta Scintilla...e della 'Gloria', che Verrà"/242

Prosegue dalla parte 241.


Giocando a scacchi...con vite Reali...

GOLPE FALLITO
Venezuela, il golpe che non c’è stato.
I russi dietro la «beffa» dei militari?


Fonti Usa, gli uomini chiave del regime si sarebbero dovuti schierare con Guaidó e López ma, all’ultimo momento, hanno fatto marcia indietro. Scenari da guerra fredda?

di Rocco Cotroneo

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- Venezuela: Golpe o Rivoluzione per la Libertà?

"Benvenuti in un altro tassello del Grande Gioco".

mercoledì 10 aprile 2019

PANDORA'S TIMES parte CCLII

Prosegue dalla parte CCLI


Spazio, Societa, Scoperte e Conferme.

Divulgando un'altra astronomica Prima Volta...e che prima volta...

Buco nero, oggi vedremo la prima
immagine della storia



(Credits: M.Weiss/Nasa)


Alle 15 sei conferenze stampa internazionali mostreranno “la foto del secolo” tenuta finora segretissima. Ci si attende di vedere la linea dell’orizzonte degli eventi, la distorsione dello spaziotempo e testare, per la prima volta, la Relatività generale di Einstein in un laboratorio di fisica così estremo. All’osservazione hanno partecipato otto radiotelescopi di tutto il mondo

di MATTEO MARINI

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lunedì 11 marzo 2019

CRISI: "A Pochi Passi dal Baratro"/52

Continua da questo post.


Le tribolate vie della Brexit...

May s'inchina ai falchi, 'Ue riapra accordo su Brexit'


Scommessa su ricompattamento Tory entro il 13 febbraio. Gelo a
Bruxelles. Irlanda, accordo non è rinegoziabile

29 gennaio 2019 23:58

I Comuni haanno datto a Theresa May per "tornare a Bruxelles" con il suo piano B sulla Brexit e cercare di ottenere dall'Ue nel giro di due settimane, entro il 13 febbraio, ciò che non le è riuscito di portare a casa in due anni. Ossia un accordo non dissimile da quello chiuso a novembre con l'Ue - ma poi affondato a Westminster in sede di ratifica - purché alleggerito dei vincoli del backstop sul confine aperto in Irlanda per renderlo digeribile a una maggioranza risicata di deputati con l'auspicato ritorno all'ovile dei falchi Tory brexiteers e dagli alleati unionisti nordirlandesi del Dup.

Un obiettivo - che si associa peraltro a un primo impegno esplicito contro lo spettro di un no deal e a un mezzo disgelo almeno su questo punto con il leader laburista Jeremy Corbyn - rispetto a quale l'Europa chiude in ogni modo seccamente la porta: non si rinegozia nulla, taglia corto Donald Tusk. Come puntello "per rendere chiaro all'Ue ciò che il Parlamento britannico vuole", la premier si appoggia a un emendamento alla mozione con cui oggi ha avviato la ripresa del dibattito ai Comuni che impegna il governo a tornare alla carica con l'Ue per provare a strappare "soluzioni alternative" al backstop.

In attesa della ripresa dei contatti diretti con May, che Downing Street ha annunciato da subito, il presidente francese Emmanuel Macron è il primo a rispondere picche. E dopo il voto ai Comuni tocca al presidente del Consiglio europeo chiarire: "L'accordo raggiunto è e resta il migliore ed unico modo per assicurare una uscita ordinata della Gran Bretagna dall'Ue. Il backstop è parte di quell'accordo, che non è aperto a nuovi negoziati".

Il percorso indicato da lady Theresa per districarsi dallo stallo in casa sua non esclude d'altronde l'ipotesi di un buco nell'acqua. Tanto da prevedere fin d'ora che ella torni in aula il 13 febbraio in tutti i casi. Sia con un nuovo accordo saltato fuori per miracolo; sia con una dichiarazione di fallimento accompagnata da ulteriori proposte sul da farsi: entrambi "emendabili" ed entrambi da sottomettere a un nuovo voto. Un voto che a quel punto sarà cruciale, a differenza di quelli indicativi di oggi. Ma la cui attesa non scioglie certo il velo dell'incertezza sulle alternative eventuali.

Irlanda, accordo non è rinegoziabile - Il governo di Dublino ha diffuso in serata una nota ufficiale dopo il voto a Westminster in cui si afferma: "La posizione dell'Ue sull'accordo per l'uscita del Regno Unito, che comprende il backstop, è scritta nelle conclusione della riunione di dicembre del Consiglio europeo. Non è cambiata. L'accordo non è rinegoziabile".

Link notizia: ansa.it