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ONU PRONTO A CONTATTI CON EXTRATERRESTRI - Parte LVII

Prosegue dalla parte LVI . "Oh! Com'è dolce lo studiar, di potenzialmente abitabili pianeti...in particolari allineamenti"....

mercoledì 18 maggio 2011

"UNA STORIELLA DIVERTENTE" - Parte V/2.

Prosegue dalla parte V/1.


Continua...

Ma tuttavia, "vuoi" per la mia insonnia, "vuoi" per le domande che continuavano a scorrere nella mia mente, riguardo a ciò che avevo osservato poco prima, non riuscivo a prendere sonno.

E non sei stato il solo - replicai ridendo

Paolo - mi disse - guarda, mi credi se ti dico che, ad un certo punto della nottata, mi era venuto il dubbio che avesse ragione mio cognato e che, sia la vista, che la testa, mi avessero giocato un brutto scherzo?

Riferito a "quelli" ( elicotteri ) neri e senza sigla - aggiunse.

Perché? - gli chiesi.

Perché, non li sentivo - replicò.

No no, credimi, erano reali, come d'altronde "quelli" che ho visto io - risposi seccamente, ma sorridendo.

Si, lo sò, che erano reali pure quelli - replicò a sua volta, e continuò - ne ho avuto poi conferma il mattino seguente da un altro paesano, che come me, era uscito di casa, incuriosito da tale inusuale evento notturno, per cercare di vederlo nel limite del possibile. Lui non aveva il mio meraviglioso giocattolo , però, tuttavia, abitando dall'altra parte del Paese, più vicino al punto dove io li ho visti "scomparire", gli risultavano ben visibili anche ad occhio nudo.

Mi ha detto che, almeno fino a quando li ha potuti seguire, parevano dirigersi in un punto della vallata successiva alla nostra, antistante la vetta appenninica del "nostro" territorio.

Si, questo già lo sapevo - gli dissi annuedo e continuai - ciò che mi hai narrato, è una ulteriore conferma da altra fonte, di ciò che ho visto pure io, ma anche altri. E credimi, non mi dispiace affatto, anzi, è più che bene accetta.

Sai, non sei il solo che, ad un certo punto, ha creduto di avere le visioni - risi.

Rise apertamente pure lui, mentre mi chiese conferma della mia affermazione, in merito ad altre persone che avessero visto tali mezzi in azione dalle nostre parti nello stesso, o simile, frangente.

Glielo confermai con tono secco - SI - e subito dopo gli chiesi - ma in seguito, non ti è venuta voglia, visto anche la tua vicinanza alla zona in questione, di andare a darci un occhiata da quelle parti, così, per curiosità?

Il suo volto s'illumino nuovamente, mentre mi disse - certo che ci sono andato a dare un occhiata, anzi, in verità, di "occhiate", ne ho date due, una diurna ed una notturna.

WOW...GRANDE! - esclamai, con un tono di voce alto e deciso.

E subito dopo, con tono serio ma allo stesso tempo, scherzoso, gli domandai - e cosa hai visto ? Giunti a questo punto, non vai via eh, se non mi racconti tutta la storia...e con dovizia di particolari

Cosa ho visto? - replicò sorridendo - nulla di incredibile, ma, ribeviamo qualcosa, questa volta offro io...che te lo racconto.

E nel mentre sorseggiavamo le bevande, continuò.

La prima volta che andai a dare un'occhiata ( "cogliendo l'occasione", di un giorno di permesso che mi ero preso per altri motivi e che, mi permetteva di tornare un giorno prima da Milano ), fu il venerdì mattina della settimana seguente.

Partii intorno alle 6 del mattino, sai Paolo, "ero curioso come un bambino" e dopo essermi fatto una bella scarpinata di un'oretta, poiché, in linea d'aria, quella zona dove presumibilmente erano diretti è vicina ( più o meno due/tre chilometri ), ma a piedi, fra i boschi, fino a giungere al fondo della vallata successiva, è un altro "paio di maniche", ovvero, qualche chilometro in più e ben poco agevoli.

Avevo pensato, scendendo un pò a valle, ma utilizzando il piccolo fuoristrada di mio cognato, di percorrere la strada, che poi in seguito si congiunge con quella ( nettamente più agibile e meglio tenuta ) che arriva dal comune limitrofo. Ma poi ho pensato che, primo, l'avrei allungata notevolmente anche se ero motorizzato e secondo, a piedi sarei stato più libero di muovermi in incognito in mezzo alla boscaglia se eventualmente vi fossero stati degli imprevisti di qualsiasi sorta.

Al che gli feci la battuta - ehi! Addirittura, tutelarsi da..."imprevisti di ogni sorta"...insomma, "stavi per andare in guerra"

Mi rispose, sorridendo - Ridi ridi, ma...a me, quegli elicotteri del sabato prima, mi avevano dato da "pensare male", ed anche molto

Ridendo nuovamente ,nel mentre annuivo alle sue ultime affermazioni gli replicai - dai continua che si fà ancor più interessante.

E proseguì - Arrivato, ripeto passando nei boschi, ad alcune centinaia di metri in linea d'aria dal fondo valle, che si trovata davanti a me verso est, dopo circa un'oretta di marcia tra "zig zag e saliscendi", fra un paio di torrenti e zone dove la vegetazione ha ormai cancellato alcuni tratti dei vecchi sentieri. Sono arrivato a ricongiungermi con la strada, sterrata, che serve queste località e che termina "poco più avanti" ( alcuni chilometri ), giusto appunto "poco dopo" aver superato il fondovalle, o "giù" di lì, anche se sarebbe più corretto dire, su di li, poiché termina in un piccolo spiazzo e viene sostituita da un irto sentiero che porta prima alla vetta e poi, anche oltre fino ad un lago sull'altro versante. Non sapendo cosa cercare, ne dove andare per trovarla, fui tentato di usufruire dei suoi servigi. Ci riflettei un pò sù e poi, decisi che per non complicarmi inutilmente l'esistenza, era utile fare così.
Anche se, ovviamente, avrei allungato il mio tragitto, poiché, procedendo la strada in quel punto in direzione nord-nordest, seguendo, mentre scende, il crinale del monte, i centinaia di metri dal fondovalle, procedendo ove possibile in linea retta fra i boschi, anche se più agevoli e di molto, inevitabilmente, sarebbero lievitati.

Seguìi la strada per alcune centinaia di metri, in direzione del fondovalle, poi un rumore di un mezzo pesante in avvicinamento, mi fece...letteralmente Paolo, credimi - precisò - buttare in mezzo alla boscaglia sul lato destro della strada, dove stavo camminando. Oh! Sembravo Rambo, ti giuro, ho perso dieci anni in un attimo - ed io, continuavo a ridere, seppur il racconto fosse più che interessante.

A maggior ragione, poiché sapevo, che ciò che stava raccontando era basato su avvistamenti reali, che avevano generato dubbi, curiosità e "timori", altrettanto...reali.

E non solo a lui.

Continuò - Andò bene, perché mi accorsi poco dopo, che avevo fatto il "pelo" con la testa, ad un sasso nascosto nelle sterpaglie. Ci mancava anche quello, che sono già rincoglionito di mio - rise, ed io con lui.

Passarono una ventina di secondi, non di più. Ed il rumore dell'automezzo, pesante, che avevo sentito e che mi aveva fatto decidere di occultarmi il più celermente possibile, si palesò...

Lo interruppi - era militare o civile? Per quello che hai potuto vedere, ovviamente.

Facendomi cenno di pazientare, mentre finiva di ascoltare ciò che gli stavo chiedendo, mi disse - ci stò arrivando.

...era di colore verde militare con sponde in metallo e con la parte superiore telonata, sul momento non riuscivo a vedere la targa, poi spinto dalla mia estrema curiosità e favorito dalla lenta andatura del mezzo, mi sono letteralmente gettato in strada e sono riuscito a leggerla...MM...Marina Militare.

Non sò, se riesci ad intuire ciò che mi è balenato in mente in quell'istante, che poi, ho ulteriormente elaborato successivamente.

Eh si! - Risposi - guarda caso, come al solito d'altronde. C'è un distaccamento dell'arsenale militare della marina, a qualche chilometro di distanza più a valle.
E sempre per puro caso, s'intende, un paio di decine di chilometri più a sud, c'è un altro distaccamento, da cui, altri 20 km circa, in direzione dell'appennino, sempre dal"nostro" versante, residuo della Guerra Fredda, ci sono alcuni silos della Nato. Che qualcuno, pensando male, crede siano ancora in servizio.

Bravo, appunto! - affermò, ed aggiunse - E poi, un porto militare, con annesso arsenale...sempre una ventina di km più a sud rispetto all'ultimo distaccamento. Ed una stazione meteorologica, dell'Aeronautica Militare, ad una ventina di km circa dal primo distaccamento che hai citato.

Hai capito! Ma guarda un pò te...il "caso"! - esclamò, mentre mimava il gesto delle virgolette, pronunciando la parola.

Eh si! Un "caso" - replicai - come un camion della marina su di una strada sterrata in mezzo ai boschi a 1.000 metri d'altezza, dove..."non si dovrebbe arrivare da nessuna parte".

Beh! - Aggiunsi - Poi cosa accadde?

Proseguì - Rimasi qualche decina di secondo li fermo, mentalmente bloccato...a pensare a ciò che hai ben capito anche tu - mi indicò - poi, "ritornato in me" ed alla "missione primaria" - rise - Cazzo! Devo seguirlo, non sò per certo...anche se tutto nella mia testa almeno, lo collega a ciò...se è legato a quegli elicotteri, ma la cosa è a mio parere alquanto curiosa e devo cercare di appurarla.

Dopo di che, ho iniziato a correre lungo quella strada nella direzione in cui il mezzo si era diretto, che poi era la stessa in cui mi dirigevo già di mio.

Ora, io non sò il tuo grado di conoscenza del territorio di quella vallata - lo interruppi, rispondendogli - Guarda, ci sono stato qualche volta, di cui l'ultima, più di vent'anni fà, passando per lo più dal comune limitrofo e fermandomi al primo rifugio, in cui, in una occasione vi ho anche pernottato. Dal rifugio, avrò percorso si e no un chilometro, un chilometro e mezzo di quella strada sterrata, in direzione della valle successiva che porta poi alla vetta della catena appenninica. Ma nulla di più.

Quindi - ribattè prontamente lui - da quello che mi hai appena detto, la zona che stò descrivendo, sai dove si trova, ma non ne conosci la conformazione, ne della strada, ne del territorio. Allora, proverò a spiegartelo a grandi linee per farti comprendere meglio il racconto.

Dal rifugio che hai citato, la strada scende abbastanza dolcemente fino a quasi fondovalle e con rare curve importanti, ogni tanto sono presenti dei saliscendi, dovuti a delle collinette e questo prosegue per alcuni chilometri, in pratica, scendendo, si costeggia la seconda fascia della dorsale appenninica, lato vallata a monte, da sud. Ma questo, penso, se l'hai percorsa, anche se brevemente, lo sai - ed io annui, a conferma .

- Poi proseguì.

Bene. Per ricollegarmi al mio racconto, sappi che da dove sei giunto tu, percorrendo in parte quella strada, a dove, "tagliando" per i boschi, mi ci sono immesso io, ci saranno più o meno 4/5Km, diciamo...6 dal rifugio.

E per arrivare all'inizio del fondovalle, per mezzo di essa, ne mancherà circa uno e mezzo, o poco più.

In quella zona, da dove sono uscito dal bosco - precisò - la strada che viene da valle risulta essere in leggera discesa e perlopiù rettilinea, poiché le curve, ove vi sono, non costituiscono un problema per la visibilità, ovvero, si ha un "ampia" visione della porzioni di strada seguente, vegetazione permettendo.

E questo è tale, finché non si ricomincia a salire.

Da dove avevo imitato Rambo - rise - per non farmi vedere dall'automezzo che sopraggiungeva, ho corso dietro quel camion militare fino a quasi il fondovalle, ovvero per un 1Km circa, poi, mi sono reso conto che se volevo tornare a casa in buone condizioni era meglio, molto meglio, desistere da tale fine - in pratica, lo disse ridendo.

Anche perché - continuò - alzando gli occhi e guardando innanzi a me, vidi la conformazione della strada, che al momento non ricordavo e realizzai, che l'inseguimento, a piedi, per quanto il mezzo procedesse lentamente, da lì in poi, sarebbe stato, alquanto provante e poi, la strada era quella, dove sarebbe mai potuto andare.

Da lì, dove "ho gettato la spugna" - precisò - cento metri dopo ci sono due curve in successione, la prima a destra, che formano una "S", anche se un pò aperta e dove, subito dopo la seconda, si ricomincia a salire su per una collinetta per circa un centinaio di metri, poi si scende di nuovo e continua così per circa un chilometro e mezzo, però la direzione ora è cambiata, non si costeggia più il crinale, scendendo di lato a valle, si punta ad attraversare la vallata in direzione delle vette dell'appennino.

Da dove ho smesso di correre, avendo visuale libera, poiché in quel punto, dal lato a valle che costeggia la strada, non vi è bosco ma solo un campo incolto, (ri)vidi l'automezzo ( poiché, in verità, mi stava già "seminando", dal rettifilo precedente ), all'apice della prima salita, che stava scollinando, ed a quel punto, come ho spiegato prima, ho desistito dal corrergli "appresso".

Ho ripreso la mia andatura e quindi, ho proseguito con molta più calma.

Arrivato anch'io all'apice della prima collina, dove avevo visto "fisicamente scomparire"...dietro di essa il mio nuovo "amico", vidi un paesaggio che da molto tempo non rivedevo e di cui, francamente, non ricordavo la bellezza.

Mi trovavo fra due ali di monti, colmi, di verde...rigogliosa vegetazione e su una, la prima, di una serie di collinette, solcate da una strada sterrata, fantastico, meraviglioso, solo per quello, valeva la pena di aver fatto quella scarpinata mattutina.

"Rimasi a bocca aperta" per tutto il tempo che impiegai a percorrerle, anche se la sensazione più forte, la provai giunto al centro della vallata sull'apice di una di esse.

Nel mentre, il fumo sollevato dai pneumatici del mio nuovo "amico" sullo sterrato asciutto, era ancora nell'aria.

Ed esso, era fisicamente già laggiù, oramai dall'altra parte della vallata e stava scomparendo dalla mia visuale.

Ripresi a camminare, estasiato, dalla visione che avevo, tutto intorno a me.

Continua...


Parte V/3.

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