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lunedì 30 maggio 2011

DIVORZIO: Malta, "L'Ultimo Si"

IL CASO

Malta dice sì al divorzio
"Vinta battaglia di
laicità"

Il referendum per la legalizzazione è passato con il 54% dei voti. Duro scontro con la Chiesa che ieri sera ha diramato un messaggio di scuse agli elettori per i toni di alcuni membri del clero ritenuti offensivi

di FRANCESCO VIVIANO

LA VALLETTA - L'utimo baluardo del divieto di divorziare in Europa è crollato. Malta, unico paese europeo e uno dei pochi al mondo dove non era possibile divorziare, ha votato sì all'introduzione di una legge sul divorzio.

Malta è uno dei paesi più cattolici del mondo, con una quota di fedeli che supera il 98 per cento. E la Chiesa maltese ha fatto sentire pesantemente la sua voce: pastorali lette nelle 427 chiese dell'isola hanno chiesto senza troppi giri di parole ai fedeli di votare per il no. Suggerimenti e consigli che gli si sono rivoltati contro perché i maltesi si sono ribellati al secolare potere politico-religioso della Chiesa ed hanno votato si al divorzio. Ieri sera, quando ancora prima della chiusura dei seggi è stato chiaro che l'offensiva ecclesiastica non aveva sortito gli effetti sperati, la Curia maltese ha diffuso una nota con la quale ha chiesto scusa ai maltesi per le "intromissioni" nella campagna elettorale.

Una svolta storica per Malta provocata da due soli deputati: uno della maggioranza, Joffre Orlando Policicino, Nazionalista, e l'altro dell'opposizione, Evaristo Bartolo, dei laburisti. Nemici politici che si sono uniti in questa battaglia contro i poteri forti di Malta. Il 54 per cento dei maltesi (da queste parti tutti i referendum si giocano sul filo di lana) ha detto si al divorzio ed il Parlamento adesso ne dovrà tenere conto.

Uno dei leader del movimento per il divorzio, l'avvocatessa Deborha Schembri, è felice per il risultato raggiunto e soprattutto per avere inviato un messaggio forte alla Chiesa maltese. In questa campagna elettorale, ha detto a Repubblica Joffre Orlando Pollicino, la Chiesa ha esercitato un "terrorismo spirituale" di enormi proporzioni. "E da oggi a Malta le cose cambieranno", dichiara Evaristo Bartolo. "Questo voto provocherà un vero e proprio terremoto nella società che voleva cambiare ma che era opprressa e controllata dalla Chiesa e dai poteri economici che con la Chiesa vanno a braccetto".

Link articolo: repubblica.it


L'Europa ora è libera, ma...ecco, dove ancora non è possibile usufruirne...

Divorzio resta negato solo in Filippine

Paese ultra-cattolico rimasto unico al mondo, oltre a Vaticano

29 maggio, 20:13

(ANSA) - ROMA, 29 MAG - Dopo il si' al divorzio sancito oggi da Malta, le Filippine, paese profondamente cattolico, restano l'unico Paese al mondo, oltre allo Stato del Vaticano, in cui lo scioglimento del matrimonio e' vietato. Ai circa 100 milioni di filippini e' permesso l'annullamento del matrimonio o la separazione legale, ma non il divorzio. L'unica eccezione riguarda i musulmani (il 5% della popolazione) ai quali, in particolari circostanze, il codice di famiglia permette di divorziare.

Beh! Il Vaticano non conta...è un entità spirituale e non una nazione...

O così dovrebbe essere, a mio parere...ovviamente, per chi ne fosse interessato.

Oppure, no?


Aggiornamento...

E "l'ultimo baluardo" cattolico del divorzio negato, "a breve", potrebbe cadere...

CHIESA: DOPO MALTA ANCHE LE FILIPPINE A 'RISCHIO' DIVORZIO (SERVIZIO)

(ASCA) - Roma, 6 giu - Dopo lo shock di Malta, le Filippine sono rimaste per la Chiesa cattolica l'ultimo bastione: l'unico Paese cattolico di rilievo a proibire il divorzio, dopo che i maltesi lo scorso 28 maggio hanno votato con una maggioranza del 54% per introdurre anche nell'isola mediterranea lo scioglimento del matrimonio.
Eppure anche le Filippine potrebbero cadere. Il parlamento di Manila sta studiando un disegno di legge che potrebbe introdurre il divorzio anche nell'arcipelago asiatico. E' una nuova occasione di scontro tra la Chiesa e lo Stato filippino, dopo la polemica durissima sul ''Reproductive Health Bill'', in discussione anch'esso in Parlamento, che introdurrebbe educazione sessuale e misure di pianificazione familiare nel Paese: un dibattito nel quale i vescovi sono arrivati a minacciare di scomunica Benigno Aquino. Questi e' figlio della eroina anti-dittatura e ex-presidente Cory, per cui molti fedeli hanno chiesto l'apertura della causa di beatificazione.

Il dibattito sul divorzio, intanto, si sta scaldando.

Continua su: asca.it

Poi, c'è il Vaticano...ma tanto, "è una nazione spirituale".

Quindi...

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