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mercoledì 25 maggio 2011

INTERAZIONE UOMO-COMPUTER. Cosa ci attende nel prossimo futuro?

INNOVAZIONE

Interazioni uomo-
computer
Il futuro visto da
Vancouver

Ottocento progetti per immaginare il nostro rapporto con la tecnologia che verrà. Dagli schermi ultra-touch ai dispositivi per facilitare la comunicazione medico-paziente. Una carrellata sui prototipi più innovativi presentati da università e aziende

di GIULIA BELARDELLI


Il progetto Microsoft AnatOnMe


Una cornice magica che promette di trasformare il modo di relazionarsi a un touchscreen, un apparecchio per raggi X virtuali, una console grande quanto una parete e programmi pensati per rendere ancora più smart i cellulari di ultima generazione. A volerli guardare tutti assieme, i progetti e i prototipi presentati nei giorni scorsi alla Conferenza sulle Interazioni Uomo-Computer di Vancouver somigliano a qualcosa di molto simile a un manuale delle istruzioni per il futuro. Al fianco del PaperPhone 1 presentato dalla Queens University, infatti, sono moltissimi i gadget che vorrebbero far diventare sempre più naturale il nostro modo di rapportarci con la tecnologia di tutti i giorni. Alla conferenza hanno partecipato non solo i più prestigiosi atenei di tutto il mondo, ma anche colossi del calibro di Microsoft, Google, Ibm e Nokia. A rappresentanza dello Stivale, invece, hanno varcato l'oceano i ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia, del Politecnico di Milano e delle Università di Padova e Genova. Nel corso della quattro-giorni canadese sono state illustrate oltre ottocento ricerche, dai social network alla medicina, dalla telefonia al mondo giochi. Eccone un piccolo assaggio.


Il touchscreen Zerotouch



Alcuni dei gesti studiati da Google
per facilitare l'interazione uomo-smartphone
(credit Google Research)


IMMAGINI I progetti

Continua su: repubblica.it


Viviamo in un mondo, che sta vivendo una continua accelerazione tecnologica, dove questo ci sta portando, per taluni è programmabile, per alcuni è ipotizzabile, per altri è incomprensibile.

Certo è, quantomeno dal mio punto di vista, che tale evoluzione, può renderci più liberi, ma anche e nello stesso tempo, renderci schiavi dipendenti, volutamente e non, dei "nostri nuovi vizi", hi-tech.

Io amo la tecnologia, incredibilmente, ma lei deve essere asservita ai miei bisogni e non, io, ad eventuali suoi "capricci".



Collegamenti:

- I FUTURI DISPLAY DEI CELLULARI...3D...ED OLOGRAFICI

- PAPER PHONE, IL CELLULARE SI PUÒ PIEGARE

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