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CRISI: "A Pochi Passi dal Baratro"/50

Continua da questo post . Segnalando altolocati, altrui punti di vista...e consigli, da un ormai in percorso d'uscita, Oltremanica......

domenica 3 aprile 2011

PANDORA'S TIMES parte CXIX

Prosegue dalla parte CXVIII.


"Sempre più, verso l'Oceano indiano...ma il filo conduttore, è sempre il medesimo...i dettami religiosi"...

Bangladesh: sciopero
contro parità sessi 100 arresti. A Dacca scuole e negozi chiusi

04 aprile, 09:20

(ANSA) - DACCA, 4 APR - Almeno 100 persone sono state arrestate in Bangladesh durante uno sciopero generale indetto da un gruppo islamico fondamentalista contro le leggi introdotte dopo l'8 marzo a favore delle donne, norme considerate 'anti-islamiche'.

Nella capitale Dacca scuole e negozi chiusi, pochi bus e taxi in giro. La protesta e' parzialmente seguita anche nella altre principali citta' del paese.
In particolare a Dacca vi sono stati alcuni incidenti che hanno causato il ferimento di decine di persone.


Nuovo Ordine Mondiale.

LO SCHEMA


Geopolitica.

"Guardate quanto sono brutti e cattivi"...

LIBANO

Libano. L’esercito israeliano svela le postazioni belliche di Hezbollah

L’esercito israeliano ha trasmesso a diversi media statunitensi e filo-ebraici la mappa di centinaia di sotterranei e di depositi di armi nel sud del Libano, appartenenti al gruppo politico di stampo islamico Hezbollah.



L’intento di Tsahal, le Forze di difesa israeliane, è quello di mostrare che Hezbollah agisce per trasformare ogni villaggio del sud del Libano in una zona di guerra pronta a scatenarsi contro lo Stato ebraico. In questa parte del Libano, dove il paese confina con Israele, una risoluzione delle Nazioni Unite vieta ad Hezbollah la detenzione e il traffico di armi ma i controlli sono inesistenti e il materiale bellico circola senza restrizioni.

L’esercito israeliano spiega che in questa zona del Libano Hezbollah dispone di 550 bunker, 300 posti di controllo e 100 depositi di armi e materiale di guerra, perlopiù provenienti da Iran e Siria. Il gruppo islamico ha dal canto suo accusato il governo israeliano di mettere in campo una campagna di diffamazione e di intimidazione.
( 31-03-2011 13:03 )

Link articolo: ticinolive.ch

Libano/ Funzionari
Ambasciata Usa assaliti
a Saida. Sassi e bottiglie
contro delegazione,
nessun ferito

Saida (Libano), 3 apr. (TMNews) – Un gruppo di giovani libanesi ha gettato pietre e bottiglie contro alcuni funzionari dell’Ambasciata statunitense a Saida, nel sud del Libano: l’incidente è stato confermato da fonti diplomatiche americane, secondo le quali non vi sarebbero stati feriti.

Secondo fonti dei servizi di sicurezza dell’Ambasciata i funzionari sarbbero stati insultati all’uscita da un ristorante: il sud del Libano è tradizionalmente la roccaforte del movimento sciita di Hezbollah, considerato da Stati Uniti e Israele come un’organizzazione terroristica.

Militari dell’esercito libanese, subito intervenuti, hanno arrestato tre degli assalitori; successivamente è stata organizzata una manifestazione per chiederne il rilascio, sciolta dopo l’intervento delle forze di sicurezza. (fonte Afp)


AFGHANISTAN

Corano, scontri e un
morto a Kandahar
Obama: "Rogo atto di
intolleranza"

Ancora sassaiole nelle proteste di estremisti islamici, tra i feriti due in gravi condizioni. Il presidente Usa condanna il gesto provocatorio del pastore della Florida ma avverte: "Nessuna religione tollera il massacro di innocenti, non c'è giustificazione"

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Afghanistan: kamikaze in azione a Helmand

Presunto agente spara a soldati Isaf, due morti

04 aprile, 10:20

(ANSA) - KABUL, 4 APR - Un attentatore suicida si e' fatto esplodere a Lashkargah, capoluogo della provincia meridionale di Helmand, causando un numero imprecisato di vittime. L'attentato e' avvenuto alle 11:00 (le 07:30 italiane) davanti alla Corte d'appello della citta'. Mentre nella provincia settentrionale di Faryab un presunto agente della Guardia di frontiera afghana ha sparato con la sua arma di ordinanza contro alcuni soldati della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), uccidendone due.


PAKISTAN

PAKISTAN: ATTENTATO A SANTUARIO, 50 MORTI E OLTRE 100 FERITI

(ASCA-AFP) - Dera Ghazi, 4 apr - E' salito a 50 morti e oltre 100 feriti il bilancio dei due attentati kamikaze sferrati ieri contro il santuario sufi di Syed Ahmad Sakhi Sarwar, nel distretto pakistano di Dera Ghazi Khan. Lo riferiscono funzionari, precisando che la polizia ha arrestato un terzo attentatore suicida, impedendo che si facesse esplodere.

''Abbiamo avuto 44 morti nel nostro ospedale.
Sei persone sono invece morte sul posto e sono state le loro famiglie a recuperare i loro corpi'', ha detto Tariq Mehmood, dell'Ospedale Civile di Dera Ghazi Khan. red/sam/bra


LIBIA

I lealisti bombardano
Misurata
Brega ritirata strategica
dei ribelli

Ancora scontri nella terza città libica assediata dalle forze di Gheddafi. Una persona è morta e molte sono rimaste ferite nel crollo dell'edificio. I ribelli cedono terreno nella città petrolifera a sud di Bengasi. Altre defezioni tra i vertici del rais

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TEMPESTA SULLA LIBIA: UN WAR GAME PROFETICO

Saif Gheddafi per la transizione Il New York Times rilancia l'ipotesi

Gheddafi, stop bombe o Bengasi a secco

Raid danneggiano condotte acqua, si rischia disastro idrico

04 aprile, 18:38

(ANSA) - ROMA 4 APR - Basta bombardamenti degli 'aerei invasori' o molte citta' libiche, compresa la capitale dei ribelli Bengasi, andranno incontro 'all'interruzione dell'approvvigionamento idrico alle popolazioni'. In una nota diffusa tramite l'agenzia Jana, il 'ministero' libico dell'Agricoltura avverte che le infrastrutture e le condotte del Grande fiume artificiale -un acquedotto che rappresenta la fonte idrica dalla quale dipende il 70% degli abitanti del Paese- corrono gravi pericoli in seguito ai bombardamenti.

Il regime è pronto a
trattare
Gheddafi non lascia il
potere

Il governo di tripoli sarebbe pronto a un negoziato per arrivare ad una soluzione politica della crisi, ed anche a preparare il paese alle elezioni. Ma le dimissioni del raìs non sono trattabili. Usa ritirano caccia da combattimento

TRIPOLI - Si cerca una soluzione diplomatica in Libia, ma Muammar Gheddafi non intende lasciare la guida del Paese. Intanto, gli Stati Uniti hanno ritirato i caccia da combattimento dal teatro delle operazioni libiche, dopo oltre due settimane dall'avvio della missione internazionale.

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Libia: forti scontri a Brega

Nato, esercito Gheddafi ha cambiato tattica

05 aprile, 17:29

(ANSA) - ROMA, 5 APR - Sono molto intensi gli scontri a Marsa el Brega, sede di uno dei piu' importanti terminal petroliferi libici a sud di Bengasi. Secondo i corrispondenti di Al Jazira, i ribelli hanno guadagnato terreno verso il centro della citta', ma incontrano la forte resistenza delle forze fedeli a Gheddafi.

Fonti Nato riferiscono che l'esercito del rais ha cambiato tattica: i carri armati sono nascosti nelle citta', mentre i soldati si muovono a bordo mezzi leggeri per non finire nel mirino dei raid aerei.


COSTA D'AVORIO

Costa Avorio: missili su palazzo Gbagbo

In azione elicotteri della missione dell'Onu

04 aprile, 21:41

(ANSA) - ABIDJAN, 4 APR - Fonti delle Nazioni Unite ad Abidjan, capitale economica della Costa D'Avorio, hanno riferito che elicotteri della missione dell'Onu (Onuci) hanno sparato contro il palazzo e la residenza del presidente uscente Laurent Gbagbo, che da mesi si rifiuta di lasciare il potere al vincitore delle presidenziali di novembre, Alassane Ouattara. Intanto elicotteri dell'esercito francese hanno lanciato missili e colpito un campo militare dei fedelissimi di Gbagbo.


IRAN

Ahmadinejad, presto MO senza Israele

E senza la presenza degli Usa e dei loro fantocci

04 aprile, 15:53

(ANSA) - TEHERAN, 4 APR - Le sollevazioni popolari in diversi Paesi della regione porteranno presto ad 'un nuovo Medio Oriente senza il regime sionista (Israele, ndr), senza la presenza degli Usa e dei loro fantocci'. Cosi' il presidente iraniano Ahmadinejad. Gli 'slogan di cambiamento' con cui Obama e' stato eletto presidente degli Stati Uniti - ha detto Ahmadinejad - erano solo un 'inganno' e quando se ne andra' dalla Casa Bianca 'lascera' una macchia ancora piu' nera' di George W. Bush nella storia degli Usa.

Si! È possibile.

"Come da copione"...d'altronde.

E ciò, potrebbe iniziare ad accadere nel volgere di "breve tempo".

I più probabili scenari, in cui ciò potrebbe accadere, a mio parere, sono:

- Una nuova operazione militare israeliana a Gaza o in Cisgiordania ( anche se è, meno probabile ), che coinvolga nella risposta armata, siriani ed iraniani.

- Screzi di confine, o rappresaglie, a lanci di artiglieria, razzi e infiltrazioni di "Kamikaze", nel sud del Libano, che coinvolgano ( o imputabili ), le milizie di Hezbollah filo-iraniane.

- L'inevitabile attacco israeliano, ad un'eventuale flottiglia che tentasse di forzare il blocco navale israeliano a Gaza.
Questa volta potrebbe innescare tensioni tali, che altisonanti paroloni di minaccia, non riuscirebbero a far sfogare.

E poi...

- Che a qualcuno non venga in mente, di anticipare le mosse dei nemici, anche come "valvola di sfogo" delle tensioni interne, contro una minaccia esterna, "magari", in occasione di esercitazioni militari congiunte, il cui svolgimento, è ad oggi non programmato, o quantomeno, non conosciuto ai più.

Vedremo.

Anche se, in verità, gli scenari che hanno il potenziale per scatenare un "inferno di fuoco", finanche nell'intero scacchiere mediorientale, non si fermano di certo, con quelli sopra esposti.

Vedete per esempio, gli ultimi avvenimenti, riguardanti le rivolte della popolazione sciita in Bahrein e "lo scambio di moniti", fra l'Iran ( sciita ) e l'Arabia Saudita ( sunnita ).

Ed ancora, da altra fonte...

PETROLIO: AHMADINEJAD, PREZZO ARRIVERA' A 150 DOLLARI AL BARILE

(ASCA-AFP) - Tehran, 4 apr - Il prezzo del petrolio potrebbe arrivare a 150 dollari al barile.
La previsione e' del presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad,secondo il quale sono ''le circostanze politiche a deciere i prezzi e non i mercati. Se mi chiedete se i prezzi aumenteranno rispondo di si'. Entro un certo periodo potrebbero raggiungere i 150 dollari'', ha aggiunto parlando con i giornalisti Ahmadinejad, il cui paese e' attualmente alla presidenza di turno dell'OPEC e rappresenta il secondo paese esportatore dell'organizzazione dei paesi produttori di petrolio.

Il petrolio si e' avvicinato oggi alla soglia dei 120 dollari al barile toccando un nuovo massimo da due anni e mezzo a questa parte. Ai massimi da settembre del 2008 anche il light sweet crude di maggio quotato a New York che ha toccato i 108,40 dollari al barile (+45 cent). uda/

Che lui abbia la sfera di cristallo?

Oppure, ha capito ( o sà, in quanto ne sarà lui...o anche lui...l'artefice ), fin troppo bene, che le tensioni nel nord Africa e soprattutto, in medioriente, non sono destinate a placarsi troppo in fretta..anzi, "semmai" il contrario.

Di certo, una cosa c'è, che da un rialzo del prezzo del petrolio, a guadagnarci, sono i Paesi produttori.

Iran compreso.

Oltre alle compagnie petrolifere, ovviamente, che lo acquistano e lo raffinano.


A seguire la parte CXX.

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