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ONU PRONTO A CONTATTI CON EXTRATERRESTRI - Parte LVII

Prosegue dalla parte LVI . "Oh! Com'è dolce lo studiar, di potenzialmente abitabili pianeti...in particolari allineamenti"....

lunedì 21 marzo 2011

WIKILEAKS, NUOVA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI - Parte XXIX

Prosegue dalla parte XXVIII.


WikiLeaks: “Nucleare, tangenti agli italiani per favorire le centrali francesi ”

marzo 18th, 2011 by Redazione

Dai cable arriva la versione americana sull ’atomo all’italiana. E coinvolge politici e funzionari

Continua su: giornalettismo.com


Wikileaks fa cadere un ambasciatore
Si è dimesso il rappresentante USA in Messico

21 mar 2011 07:52

CITTÀ DEL MESSICO - Wikileaks ha fatto fuori l'ambasciatore degli Stati Uniti in Messico: Carlos Pascual, elogiato dal presidente americano Barack
Obama e dal segratario di stato, Hillary Clinton, si
è dimesso in seguito a contrasti con il presidente
messicano Felipe Calderon sulla lotta al narcotraffico esplosi dopo le rivelazioni del noto site. Calderon aveva visitato Washington all'inizio di marzo e si era lamentato del lavoro dell'ambasciatore Pascual, da un anno e mezzo in Messico. Prima il governo di Obama aveva reagito difendendo l'ambasciatore perché «stava lavorando in modo efficace negli interessi degli Stati Uniti e del Messico». Ma a distanza di due settimane, ora Obama ha accettato «a malincuore» le dimissioni.
L'incidente diplomatico è esploso dopo che Wikileaks aveva pubblicato documenti riservati dei messaggi dell'ambasciatore e della sua equipe al Dipartimento di Stato americano. In questi Pascual criticava un mancanza di coordinamento
delle autorità e del presidente messicani nell'orchestrare la lotta ai poderosi cartelli della
droga. Subito dopo le rivelazioni di Wikileaks
Calderon aveva tenuto una conferenza stampa in
cui, irato a dismisura, ha accusato l'ambasciatore
Usa di «ignorare» i fatti.

Link articolo: cdt.ch


Gheddafi, le bombe chimiche

di Gianluca Di Feo e Stefania Maurizi

Tonnellate di armi non convenzionali.
Nascoste nel deserto. E i cablo rivelano che negli anni scorsi il Rais ha solo fatto finta di distruggerle. Invece sono ancora lì.
E possono essere usate nel conflitto in corso

(24 marzo 2011)

Che ci siano è l'unica certezza. Da qualche parte nel deserto libico sono nascoste molte tonnellate di armi chimiche. Gheddafi non è in grado di scagliarle contro l'Italia o contro le navi occidentali: non ha missili a lunga gittata per minacciare la Sicilia o la flotta internazionale.

Ma nessuno può escludere che granate cariche di gas vengano sparate dai cannoni contro le truppe ribelli o contro installazioni petrolifere europee. O sparse nelle città della rivolta. Un terribile gesto dimostrativo, che provocherebbe danni limitati ma obbligherebbe le truppe della coalizione a fronteggiare lo spettro della guerra chimica, indossando tute integrali e sigillando gli scafi. Un gesto folle, che nemmeno Saddam Hussein hai mai osato. Ma proprio i file di WikiLeaks rivelano come il leader di Tripoli sia sempre pronto a iniziative lontane da qualunque logica.

Continua su: espresso.repubblica.it


Guerra in Libia 2011:
foto online super missile
libico spiegato da
WikiLeaks

L'esercito libico fedele a Gheddafi possiede un potente missile antiaereo. A dimostrarlo sono delle foto scattate da un reporter dell’Aviation Week.

Continua su: webmasterpoint.org


Assange, la Web conference

Mercoledì 30, dalle 13, il fondatore di WikiLeaks sarà in diretta su questo sito: mandategli le vostre domande

(28 marzo 2011)

Mercoledì 30 marzo, dalle 13 ora italiana, il fondatore di WikiLeaks Julian Assange risponderà in diretta per circa un'ora alle domande che vorranno porgli i lettori dell'Espresso on line.

Continua su: espresso.repubblica.it


"In Italia la situazione dei media è cupa"

Assange e le domande
degli italiani

In diretta sul sito dell'Espresso il fondatore di Wikileaks critica NewsCo e NY Times. Ma non risponde alle domande su Berlusconi e su Ustica.

Loda il ruolo di WL sul Medio oriente e, sulla situazione libica: "Le popolazioni locali non sono state consultate, la guerra è un affare serio".

Julian Assange in chat con i lettori dell'Espresso

Roma, 30-03-2011
Su 507 domande dei lettori, ne ha scelte 10.
Ha evitato di soddisfare la curiosità di quanti chiedevano rivelazioni sugli Ufo e l'11 settembre, così come non ha risposto a chi gli chiedeva cosa ne pensi di Berlusconi. Evitato anche l'argomento Ustica, malgrado le insistenze.

Continua su: rainews24.rai.it


Appello su estradizione Assange il 12/7

A Londra. In Svezia l'ex hacker e' accusato di molestie, lui nega

06 aprile, 16:31

(ANSA) - LONDRA, 6 APR - Il processo di appello a Julian Assange, fondatore del sito antisegreti WikiLeaks, e' stato fissato per il 12 luglio. Assange e' accusato in Svezia di aver molestato sessualmente due donne. L'ex hacker australiano nega pero' di aver commesso i crimini e sostiene che il caso abbia radici politiche. Il processo durera' due giorni e si svolgera' davanti ai giudici dell'Alta Corte di Londra.


SUDAMERICA: DOPO CHAVEZ E BOLIVIA ANCHE ECUADOR CACCIA AMBASCIATORE USA

(ASCA) - Roma, 6 apr - Yankee go home. Dopo la Bolivia di Evo Morales e il Venezuela di Hugo Chavez, anche il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha deciso di espellere l'ambasciatrice statunitense, Heather Hodges, accusando Washington di aver infiltrato nel paese uomini delle forze armate e della polizia. Al centro del conflitto diplomatico, uno dei file pubblicati da WikiLeaks, nel quale la Hodges accusava il governo di Quito di aver nominato un capo della polizia corrotto, Jaime Hurtado, rimasto in carica fino al giugno del 2009.

Secondo Correa, inoltre, il dispaccio diffuso dal sito di Julian Assange conteneva informazioni importanti, ottenute dagli ambienti della polizia ecuadoriana, che dimostrerebbero l'infiltrazione di spie.

Dopo decenni di predominio politico degli Stati Uniti in America Latina, l'Ecuador e' il terzo paese a cacciarevia la rappresentanza diplomatica di Washington. Nel 2008, la Bolivia ha espulso l'ambasciatore statunitense Philip Goldberg, accusandolo di cospirare contro il governo e il Venezuela mise alle porte il rappresentante americano a Caracas, Patrick Duddy, per solidarieta' con il presidente Morales.

I file di WikiLeaks sono costati il posto anche all'ambasciatore Usa in Messico, Carlos Pascual, costretto alle dimissioni dopo la pubblicazione di alcune sue considerazioni non proprio benevole nei confronti del presidente Felipe Calderon. uda/


Wikileaks/ Israele accusò Turchia di aiutare nucleare Teheran

Poi Stato ebraico corresse: violazione embargo armi convenzionali

Roma, 8 apr. (TMNews) - Israele avrebbe accusato la Turchia di assistere i programmi nucleari iraniani: è quanto risulta da un cablogramma riservato statunitense pubblicato dal sito di WikiLeaks.
L'accusa sarebbe stata avanzata nel 2009 da un alto dirigente del Ministero della Difesa israeliano nel corso di un colloquio con dei funzionari francesi, che l'avrebbero immediatamente trasmessa a Washington prima di un colloquio bilaterale tra esperti militari statunitensi e israeliani.
Successivamente, fonti israeliane avevano chiarito che le accuse alla Turchia si riferivano soprattutto a delle violazioni sull'embargo economico in vigore contro l'Iran e a forniture di armi convenzionali dirette in ultima analisi alle milizie libanesi di Hezbollah, senza fare menzione dei programmi nucleari di Teheran.


Wikileaks/ Israele scartò nel 2005 un attacco contro l'Iran
Mirato a impedire a Teheran di dotarsi dell'arma atomica.

Gerusalemme, 10 apr. (TMNews) - Israele scartò nel 2005 un attacco contro i siti nucleari dell'Iran mirato a impedire alla repubblica islamica di dotarsi dell'arma atomica. E' quanto emerge da un documento svelato da Wikileaks, pubblicato oggi dal quotidiano israeliano Haaretz.

Alti responsabili dello stato ebraico citati, nel dicembre 2005 e nel gennaio 2006, in note diplomatiche dell'ambasciata degli Stati Uniti a Tel Aviv ritenevano impossibile un simile attacco, secondo questa fonte. Il vice direttore della commissione israeliana dell'energia nucleare, Ariel Levite, dichiarò all'epoca ai suoi interlocutori americani "che la maggior parte dei responsabili israeliani non crede a una soluzione militare", secondo la nota, "Ritengono che l'Iran abbia imparato la lezione dall'attacco israeliano contro la centrale nucleare irachena di Osirak (nel 1981) e abbia disperso i suoi impianti in modo che Israele ignori la loro posizione".

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito a gennaio che soltanto una minaccia militare "credibile", abbinata alle sanzioni internazionali, può dissuadere l'Iran dal dotarsi di armi nucleari. Tuttavia, il segretario alla Difesa americano Robert Gates ha ritenuto lo scorso novembre che un'azione militare contro l'Iran non offrirebbe che una "soluzione a breve termine" e non riuscirebbe a impedire a Teheran di proseguire il suo programma nucleare controverso.

Gli Stati Uniti e una parte della Comunità internazionale accusa l'Iran, il cui regime è nemico giurato d' Israele, di cercare di dotarsi dell'arma atomica sotto copertura di un programma nucleare civile, volontà che Teheran ha sempre smentito.

Link articolo: notizie.virgilio.it


MEDIORIENTE

Wikileaks: Iran ha
fornito razzi ad Hamas

Gli Usa: «Ahmadinejad aiuta i
ribelli di Barhein e Yemen»

Il vento della democrazia sta sovvertendo i regimi che da decenni controllano le popolazioni arabe. E l'Iran, la repubblica islamica per eccellenza non se ne sta con le mani in mano. E quindi con la mano destra fornisce strumeti repressivi ai governi islamici amici tipo la Siria, con la sinistra arma i ribelli contro i governi filo occidentali, come Hamas nella striscia di Gaza, o aiuta gli sciiti di Yemen e Barhein. Questo sottobanco, stando alle ultime rivelazioni di Wikileaks riportate da Hareets, il quotidiano israeliano, e alle intercettazioni ambientali citate dal Wall Street Journal.
Mentre a volto scoperto il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad da settimane lancia accuse a Stati Uniti, Israele e ai suoi alleati di architettare complotti dietro alle tensioni delle monarchie arabe del Golfo.

Continua su: lettera43.it


FESTIVAL DEL GIORNALISMO

WikiLeaks e i suoi
fratelli
"Nessuna tecnologia ci
fermerà"

A Perugia confronto serrato sui documenti segreti e sulle nuove forme di giornalismo. Con qualche sorpresa

Continua su: repubblica.it


Wikileaks/ Netanyahu: governo unità in cambio di attacco a Iran

Nel 2007 proposta all'allora premier Olmert

Roma, 21 apr. (TMNews) - Nel 2007 Benjamin Netanyahu - leader dell'opposizione conservatrice - si dichiarò disposto ad entrare nel governo dell'allora premier Ehud Olmert se questi avesse autorizzato un'azione militare contro l'Iran: è quanto si legge in un cablogramma riservato statunitense diffuso dal sito di WikiLeaks.
In un telegramma inviato dall'Ambasciata statunitense un funzionario analizza le possibilità della nascita di un governo di unità nazionale che includesse anche il Likud: un'ipotesi che secondo quanto riferito da un collaboratore di Netanyahu sarebbe stata possibile solo se Olmert avesse "spinto Israele all'azione" contro l'Iran, accettando in tal caso la carica di Ministro degli Esteri.
Un'analoga offerta era stata fatta da Netanyahu al premier Ariel Sharon nel 2005, subito dopo il controverso ritiro della Striscia di Gaza che aveva portato alle dimissioni dell'allora ministro delle Finanze.


A seguire la parte XXX.

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