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CRISI: "A Pochi Passi dal Baratro"/50

Continua da questo post . Segnalando altolocati, altrui punti di vista...e consigli, da un ormai in percorso d'uscita, Oltremanica......

mercoledì 2 marzo 2011

PANDORA'S TIMES parte CVII

Prosegue dalla parte CVI.


L'ANALISI

L'agorà araba

di BARBARA SPINELLI

Strane e nuove cose stanno accadendo nei paesi arabi. Strane e nuove anche per quel che dicono di noi, democrazie assestate ma incapaci di ricordare come nacquero, di chiedersi se ancora sono all'altezza delle promesse d'origine. Tutti i paesi europei sono sconvolti dai turbini nordafricani, ma è in Italia che lo sgomento s'accoppia a quest'inettitudine, radicale, di interrogare se stessi. È come se ci fossimo abituati, lungo gli anni, a pensare la democrazia in maniera monistica: come se il dominio, anche da noi, fosse di uno solo. Come se una fosse la fonte della sovranità: il popolo elettore. Una la legge: quella del capo. Una l'opinione, anche quando essa coincide con il parere di una parte soltanto (la maggioranza) della collettività. Monismo e pensiero unico cadono a pezzi oltre il Mediterraneo, ma da noi hanno messo radici e vantano trionfi.

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Nuovo Ordine Mondiale.

CINA

Vento di rivolta anche a Pechino arrestati i dissidenti, censura sul web

Primi raduni pacifici nel Paese, convocati i giornalisti stranieri. I leader temono che il virus della libertà contagi anche le terre estreme d'Oriente. Oggi la scintilla si chiama Internet.
Domenica prossima migliaia di cinesi sono invitati a occupare silenziosamente il centro di oltre cento città

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LA STORIA

Io, giornalista "a lezione" dalla polizia così la Cina lotta contro la rivoluzione

Il vento della protesta terrorizza Pechino. Stretta sui cronisti stranieri. Regole surreali: per parlare con chiunque, ad esempio, serve un'autorizzazione

dal nostro corrispondente GIAMPAOLO VISETTI

PECHINO - Da oggi, se desidero rivolgere la parola ad un cinese, devo chiedere il permesso alla polizia. Nove moduli da compilare, in orario d'ufficio. Scomodo, nel caso di un'urgente necessità, ma accettabile, dai tecnocrati della seconda potenza del secolo che all'improvviso si destano, misteriosamente assediati da un nemico invisibile.

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"Terrorismo e religioni".

PAKISTAN

Pakistan: assassinato ministro Minoranze

Ucciso in sparatoria a Islamabad, si era battuto per Asia Bibi

02 marzo, 08:41

(ANSA) - ISLAMABAD, 2 MAR - Il ministro delle Minoranze pachistano, Shahbaz Bhatti, e' stato assassinato oggi durante una sparatoria ad Islamabad. Cristiano cattolico, si era battuto a favore della liberazione di Asia Bibi, la donna condannata a morte per blasfemia. Attaccato quando usciva da casa per recarsi al lavoro, si era pronunciato nei mesi scorsi a favore di una riforma della Legge islamica sulla blasfemia.

Trasportato in ospedale, Bhatti e' morto per la gravita' delle ferite riportate.

Chi è il ministro ucciso

02 marzo, 11:11

ISLAMABAD - Il ministro pachistano Shahbaz Bhatti, 42 anni, figlio di missionari cristiani e appartenente al Partito Popolare pachistano (Ppp), era da anni uno strenuo difensore delle libertà religiose e in particolare di quelle dei cristiani come Asia Bibi, la madre di cinque figli condannata a morte per blasfemia e in carcere nella provincia del Punjab. Lo scorso mese era stato riconfermato alla guida del dicastero delle Minoranze Religiose, nonostante l'opposizione dei gruppi religiosi islamici, che avevano emesso una "fatwa" contro di lui.

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LIBIA

Libia, Gates:no-fly zone richiede attacco

Ministro Difesa Usa: solo dopo possiamo fare volare nostri aerei

02 marzo, 18:51

(ANSA) -WASHINGTON, 2 MAR -Il ministro della Difesa Usa Robert Gates ha detto che la creazione di una 'no-fly zone' richiederebbe un attacco contro la Libia. 'Diciamo le cose come stanno.
Una 'no-fly zone' inizia con un attacco contro la Libia per distruggere le sue difese aeree', ha detto il ministro Gates durante una audizione al Congresso. 'Solo dopo un attacco del genere sarebbe possibile far volare i nostri aeroplani sul Paese senza la preoccupazione che i nostri piloti possano essere abbattuti',ha aggiunto.

Oooh! Finalmente.

"Diciamo le cose come stanno".

E quindi, in una parola...

GUERRA.

LO SCENARIO

I dubbi Usa sulla no-fly zone
"Non abbiamo abbastanza forze"

I generali dopo Iraq e Afghanistan avvertono: non possiamo aprire un nuovo fronte in Libia. Tutti i governi sottolineano: la priorità per ora è alle azioni umanitarie. La Clinton punta il dito contro l'Iran: "Tenta di influenzare le rivolte arabe"

dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI

NEW YORK - La Cina non la vuole: "La soluzione alla crisi libica va ottenuta solo con mezzi pacifici".
La Russia nemmeno: "Si rischierebbe un nuovo Afghanistan". Per la Turchia "è un'assurdità". La Francia prende tempo: "Priorità agli aiuti umanitari". L'ipotesi di imporre la no-fly zone sulla Libia, l'interdizione dello spazio aereo per impedire a Gheddafi di bombardare i rivoltosi, si sta scontrando con resistenze enormi.

L'opposizione cinese e russa basta a far mancare i voti al Consiglio di sicurezza dell'Onu, e quel mandato delle Nazioni Unite è considerato indispensabile dagli Stati Uniti. Ma proprio dai vertici militari americani vengono altre obiezioni, un tempo impensabili: Washington non ha più i mezzi per combattere un'altra guerra, neppure in coalizione con gli alleati. Esercito, aviazione, perfino la leggendaria US Navy, sono stremati e non ce la fanno più. Proprio mentre le rivolte in Medio Oriente creano un nuovo fronte d'instabilità - in cui s'infila l'Iran le cui navi militari oggi ripasseranno da Suez - l'America si scopre pericolosamente scoperta e con una presenza molto più "sottile" che in passato.

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IL REPORTAGE

"Il raìs ci bombarda ma lo faremo cadere"

Gheddafi tenta di riprendersi i pozzi della Cirenaica. Sul fronte di guerra con i ribelli.
"Abbiamo respinto l'attacco dei miliziani del Colonnello"

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LIBIA

Bombe sulla roccaforte dei ribelli
Obama: "Gheddafi deve andarsene"

Si combatte nella città difesa dagli insorti.
Esplosione vicina agli impianti petroliferi. Il Tribunale penale internazionale apre un'inchiesta per le violenze nel Paese, nel mirino i vertici del regime. Operativo blocco Ue dei beni per i 6 componenti della famiglia del leader libico. Navi da guerra Usa verso costa, il presidente Usa: "Con aeronautica rimpatrieremo profughi egiziani"

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LIBIA

Nuovo bombardamento su Brega raid aerei anche contro Misurata

Stando a quanto riferito dai media arabi le forze di Gheddafi avrebbero ripreso stamane violenti attacchi contro le due importanti città passate agli insorti. Appello di Napolitano: "Fermare ogni azione militare"

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SUEZ

Navi da guerra iraniane..."Il Ritorno a casa"...

MO: navi Iran entrate in canale Suez

Sono le prime ad attraversarlo da rivoluzione islamica del '79

03 marzo, 09:36

(ANSA) - IL CAIRO, 3 MAR - Le 2 navi da guerra iraniane che erano entrate di recente nel Mediterraneo suscitando un allarme internazionale, sono entrate nel Canale di Suez in direzione del Mar Rosso dove dovrebbero arrivare in giornata. Lo dice una fonte dell'Autorita' del Canale. 'Le 2 navi iraniane sono entrate nel canale di Suez alle 4:00 dall'ingresso settentrionale nel Mediterraneo e sono in viaggio per il Mar Rosso', ha detto la fonte. Sono le prime navi ad attraversare il canale dalla rivoluzione islamica del'79.


IRAN

"Prossima tappa...Arabia Saudita"...

Tehran's hands-off threat to Riyadh incites Saudi Shiites to revolt
IL "GIÙ LE MANI" DI TEHERAN A RIAD MINACCIA DI INCITARE GLI SCIITI SAUDITI ALLA RIVOLTA
( in inglese - debka.com ).

"Anche come arma di ritorsione, per i tentativi di destabilizzazione subiti in casa propria''...

Theran teme colpo di stato sostenuto dagli USA

Giovedì 03 Marzo 2011 15:27

Il capo dei servizi di intelligence delle Guardie rivoluzionarie iraniane Hossein Taeb ha affermato che gli Stati Uniti cercheranno di portare a termine in Iran un colpo di Stato di velluto entro un anno.
Taeb, citato da Press Tv, ha detto "Vogliono collegare le sanzioni a un'ondata di protesta popolare" a partire da questo mese, da innescare dopo l'entrata in vigore del progetto governativo iraniano di togliere i sussidi a numerosi prodotti e sostituirli con un pagamento in contanti a ogni singola famiglia.

Secondo l'alto responsabile, Washington punta a presentare la società iraniana come profondamente "scontenta", ma il piano avanza su tre fronti: destabilizzare gli Stati attorno all'Iran, produrre instabilità all'interno della Repubblica islamica e alla fine colpire il sistema islamico. Ci sono sul tavolo della Casa Bianca anche delle opzioni militari, secondo Taeb, che però non sono gradite a tanti funzionari statunitensi, perché si ritiene che l'ampiezza delle forze Usa da impiegare in un eventuale conflitto con Teheran debba essere proporzionata alla popolazione iraniana e pari al due per cento del numero degli abitanti della Repubblica islamica.

Link articolo: focusmo.it


Geopolitica.

LO SCENARIO

L'Occidente soffia sul vento della rivolta ma la caduta dei raìs rafforza Teheran

La democrazia può germogliare nelle piazze, ma chiede tempo per radicarsi e prendere forma. In alcuni paesi europei è arrivata dopo la guerra e milioni di morti. L'Iran ha intensificato le sue infiltrazioni nei paesi che circondano l'Arabia Saudita

di BERNARDO VALLI

Non accade spesso, anzi è raro, che gli interessi degli Stati Uniti, e in generale dei Paesi occidentali, coincidano con i principi che professano. Gli avvenimenti libici creano questa ideale armonia, la quale sprona ad intervenire nel paese che si avvia a una guerra civile. Se viene spontaneo sottolineare il dovere imposto dalle convinzioni, alla base delle società liberali, diventa poi più arduo indicare come si possa passare a un'azione concreta.

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COSTA D'AVORIO

IL CASO

Costa d'Avorio, strage di donne
Manifestavano contro Gbagbo

La polizia ha aperto il fuoco su una manifestazione di sostenitrici di Ouattara, riconosciuto vincitore delle ultime elezioni dalla comunità internazionale.
L'autoproclamato presidente sta tagliando i rifornimenti alle zone dominate dall'opposizione.
L'Onu: "A un passo dalla crisi umanitaria"

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BARHEIN

Bahrein: scontri sciiti- sunniti a Hamad

Intervento polizia fa cessare violenze, diversi feriti

04 marzo, 12:30

(ANSA) - HAMAD (BAHREIN), 4 MAR - Diverse persone sono rimaste ferite in scontri fra sunniti e sciiti ad Hamad in Bahrein. Si tratta del primo incidente inter-religioso da quando due settimane fa e' scoppiata la protesta nel piccolo stato del Golfo, a maggioranza sciita, ma governato da una monarchia sunnita. Le violenze sono cessate quando e' arrivata la polizia. In seguito le forze si sicurezza si sono fronteggiate con gruppi di sciiti accorsi nell'area da altre parti del paese.


MAROCCO

"Crescenti...insofferenze"...

Manifestazioni anche in Marocco

Venerdì 04 Marzo 2011 12:10

In sordina e sullo sfondo delle clamorose rivoluzioni tunisina, egiziana e adesso libica, qualcosa si muove anche in Marocco e agita la monarchia felix di Mohammed VI. Senza avere le caratteristiche radicali delle altre rivolte che puntavano al rovesciamento dello status quo, la protesta marocchina ha comunque rivelato l'insofferenza crescente nei confronti di un potere quasi assoluto, quello del re salito al trono nel 1999.

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A seguire la parte CVIII.

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