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CRISI: "A Pochi Passi dal Baratro"/50

Continua da questo post . Segnalando altolocati, altrui punti di vista...e consigli, da un ormai in percorso d'uscita, Oltremanica......

domenica 20 febbraio 2011

WIKILEAKS: NUOVA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI - Parte XXVIII

Prosegue dalla parte XXVII.


L'ITALIA SVELATA DAI CABLOGRAMMI - L'ESPRESSO/WIKILEAKS

- INDICE.


Ed "infine", "come da copione", giunse il verdetto...

WIKILEAKS

Via libera dal tribunale inglese
Assange sarà estradato in Svezia

Respinte le tesi dei legali dell'australiano sull'impossibilità di un giusto processo nel paese scandinavo, dove è accusato di reati a sfondo sessuale contro due donne, e sulla possibilità che Stoccolma consegni Assange agli Usa. I legali annunciano appello puntando ora sulla violazione dei diritti umani

LONDRA - Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, potrà essere estradato in Svezia, dove è accusato di violenza sessuale. Lo ha stabilito un tribunale britannico. Gli avvocati dell'attivista si erano opposti alla richiesta, ritenendo che in Svezia il loro assistito non avrebbe un processo equo. Assange è sotto accusa anche negli Stati Uniti per aver divulgato documenti diplomatici segreti attraverso il suo sito.

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25/02/2011 - IL CASO WIKILEAKS

Quale pena rischia Assange?

A CURA DI GABRIELE MARTINI

Un tribunale di Londra ha dato il via libera all'estradizione in Svezia di Julian Assange.
Perché questa decisione?

Si tratta di una sentenza squisitamente tecnica. Il giudice Howard Riddel della Belmarsh Court non ha ritenuto fondate le obiezioni sollevate dai legali di Assange contro le procedure svedesi, che prevedono di celebrare i processi per stupro a porte chiuse. Secondo la difesa un «procedimento segreto» violerebbe i diritti umani e l’estradizione a Stoccolma sarebbe il primo passo verso la consegna dell ’imputato agli Usa. Il tribunale britannico ha dichiarato però che non esiste alcuna ragione per temere irregolarità nel processo in Svezia.

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25/02/2011 - 11:46

SVIZZERA / LIBIA

Gheddafi non scherzava: voleva smantellare davvero la Svizzera

BERNA - La ministra degli esteri elvetica Micheline Calmy-Rey si sbagliava: Muammar Gheddafi faceva sul serio con la sua idea di smantellare la Svizzera e spartirne le spoglie tra gli Stati vicini. Ne aveva parlato già il 21 maggio 2009 al capo delle Forze armate americane in Africa, generale William Ward, quasi due mesi prima che il leader libico reiterasse la richiesta al vertice G8 dell'Aquila e al vertice dei Non allineati a Sharm el-Sheik.

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Assange: “Un complotto ebraico contro WikiLeaks”

marzo 2nd, 2011 by Donato De Sena

Ian Hislop, direttore della rivista satirica Private Eje, rivela il contenuto di una conversazione con l ’ex hacker australiano.
Scherzo o realtà?

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Wikileaks: Spielberg compra diritti libro su Assange per trarne un film

ultimo aggiornamento: 02 marzo, ore 17:18

Londra, 2 mar. (Adnkronos/Dpa) - Il produttore e regista americano Steven Spielberg ha acquistato i diritti del libro che racconta la saga di Wikileaks.
Lo riporta il quotidiano britannico Guardian, uno dei media originariamente usati dal fondatore di Wikileaks, Julian Assange, per pubblicizzare la diffusione di migliaia di documenti riservati relativi alle guerre in Iraq e Afghanistan e ai dispacci inoltrati dai diplomatici americani al Dipartimento di Stato.


Wikileaks, Manning rischia pena morte

Pentagono chiude inchiesta, accusa e' collusione col nemico

02 marzo, 23:56

(ANSA) - WASHINGTON, 2 MAR - Bradley Manning rischia la pena di morte. Il militare americano di 23 anni, accusato di aver rubato centinaia di migliaia di file secretati e averli girati a Wikileaks, e' chiamato a rispondere di nuovi 22 capi d'imputazione. Tra questi, il piu' grave e' ''collusione con il nemico'', che in teoria prevede appunto la pena capitale.E' quanto emerge da un'intensa istruttoria lunga sette mesi ad opera dell'Esercito, i cui risultati sono emersi oggi.


Cable Usa: guerra per la Coca Cola nel clan Gheddafi

03 marzo, 08:53

WASHINGTON - Un inedito dispaccio diplomatico Usa, ottenuto da WikiLeaks, racconta la storia di come la multinazionale della Coca-Cola rimase coinvolta in una disputa familiare scoppiata tra due figli del leader libico Muammar Gheddafi: Mohammed e Mutassim. La lite fra i due sulla fabbrica per l'imbottigliamento della Coca Cola degenero' in uno scontro armato simile a un film di gangster, come viene descritto nel cablogramma Usa datato 2006. ''Hai presente il film 'Il Padrino'? E' quello che stiamo vivendo negli ultimi mesi'', dice un imprenditore coinvolto nella controversia a un funzionario della missione diplomatica Usa a Tripoli, secondo il cablogramma.

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3/3/2011 - La foresta amazzonica a rischio

Perù, Wikileaks svela il commercio illegale di legno pregiato verso gli Usa

Secondo le rivelazioni, riportate da Survival, fino al 90% delle esportazioni proviene da taglio illegale in zone protette

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Wikileaks, Le monde: Gheddafi non sta bene

Dubbi sulla salute del colonnello in un dispaccio del 2009

08 marzo, 21:26

(ANSA) - PARIGI, 8 MAR - 'E' chiaro che (il leader libico Gheddafi) non sta bene': e' quanto scriveva in un rapporto a Washington nella primavera 2009 l'ambasciata Usa a Tripoli secondo nuovi documenti di Wikileaks, rivelati dal quotidiano Le Monde. 'La natura esatta dei suoi mali non e' confermata - scriveva la diplomazia Usa nel cablo - ma e' chiaro che non sta bene'. Secondo la sede Usa a Tripoli, sembra plausibile che il colonnello sia iperteso e 'quasi diabetico' e soprattutto un ipocondriaco.


Wikileaks: figlio Gheddafi rubo' petrolio

Lo afferma un cablogramma ambasciata Usa a quotidiano norvegese

10 marzo, 14:49

(ANSA)- OSLO, 10 MAR - Gli Stati Uniti ritenevano nel 2009 che Seif al-Islam, figlio del colonnello Gheddafi, 'rubasse' buona parte del petrolio libico estratto dalla francese Total per fare piu' soldi: lo afferma un cablogramma ceduto da Wikileaks al quotidiano norvegese Aftenposten, secondo l'agenzia Reuters. Stando all'articolo, l'ambasciata Usa aveva avuto sentore della truffa ma non pote' determinare con esattezza se si fosse trattato di contante rubato alla Libia o alle compagnie straniere.


Wikileaks/ Nuova ombra sull'inchiesta svedese su Assange

Una delle due donne che lo accusa è amica di una poliziotta

Stoccolma, 10 mar. (TMNews) - Una funzionaria della polizia amica di un presunta vittima: le notizia diffusa da un giornale popolare svedese ha gettato una nuova ombra sull'inchiesta svedese per stupro aperta a carico del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange.

Secondo Expressen, una poliziotta che ha condotto gli interrogatori all'inizio della vicenda ad agosto conosceva la "Signorina A", una delle due donne che hanno denunciato l'australiano per violenza sessuale. La funzionaria da allora ha fatto numerosi commenti su Facebook sfavorevoli al 39enne australiano, ha scritto il giornale che per primo aveva rivelato "l'affaire Assange", il 21 agosto scorso.

Questo possibile conflitto di interessi, che la polizia e la magistratura svedese hanno preferito non commentare, indebolirebbe una inchiesta già fortemente criticata. "Se è vero, è estremamente insolito", ha dichiarato l'avvocato svedese di Assange, Bjorn Hurtig. "Se emergesse che il primo interrogatorio non è stato realizzato in maniera obiettiva, allora non ci sarebbe davvero la base per aprire una inchiesta", ha aggiunto.

Julian Assange, che respinge le accuse a suo carico, ha fatto appello il 3 marzo alla decisione britannica di estradarlo in Svezia sulla base di un mandato d'arresto europeo spiccato dal Paese scandinavo. I suoi avvocati ritengono che il loro cliente sia vittima di una macchinazione e di un "abuso di diritto" da parte della giustizia svedese.

Assange, che si era presentato alla polizia britannica il 7 dicembre scorso, è stato liberato su cauzione nove giorni dopo. Da allora è agli arresti domiciliari nella residenza di un amico a 200 chilometri da Londra.


IL CASO

Wikileaks, si dimette Crowley portavoce del dipartimento di Stato

Il funzionario costretto a lasciare dopo le polemiche seguite alle sue critiche sulle condizioni di detenzione di Manning, la "talpa" che ha passato milioni di documenti riservati all'organizzazione di Assange

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GIAPPONE: WIKILEAKS, AIEA AVVERTÌ GOVERNO DUE ANNI FA SU CENTRALI

12:57 16 MAR 2011

(AGI/EFE) - Londra, 16 mar. - L'Aiea, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, gia' due anni fa mise in guardia il governo giapponese circa il pericolo che le centrali nucleari del Paese asiatico non fossero in grado di resistere a sismi di particolare potenza, come quello di magnitudo 9,0 che venerdi' scorso genero' un devastante 'tsunami, e poi anche il rischio di catastrofe nucleare a Fukushima. E' quanto emerge da cablogrammi diplomatici riservati, diffusi dal sito on-line WikiLeaks, il cui contenuto e' ripreso oggi sul quotidiano britannico 'The Daily Telegraph'.
Stando ai documenti citati dal giornale, un dirigente dell'agenzia di controllo Onu comunico' alle autorita' di Tokyo che le misure di sicurezza negli impianti erano obsolete, e che un terremoto davvero forte avrebbe "posto seri problemi". La replica delle autorita' nipponiche consistette nel formale impegno a migliorare gli standard in tutte le centrali, e in particolare a istituire un centro di reazione rapida proprio in quella di Fukushima 1: dagli stessi cablo risulta pero' che lo scenario piu' grave preso in considerazione contemplava un movimento tellurico d'intensita' non superiore ai 7 gradi sulla scala aperta Richter, dunque due in meno rispetto all'effettiva forza del terremoto di cinque giorni fa. Dal quotidiano londinese risulta altresi ' che la sicurezza nelle centrali atomiche giapponesi, cioe' di uno dei Paesi piu' sismici al mondo, fu argomento di discussione persino in occasione del vertice del G8 che si tenne a Tokyo nel 2008. Un altro cablogramma, inviato a Washigton dall'ambasciata Usa in Giappone successivamente a quel summit, e parimenti entrato in possesso del sito di Julian Assange, riporta il parere di un esperto, non identificato, il quale manifesto' tutta la sua preoccupazione a chi di dovere: soprattutto, segnalo' come le norme di sicurezza anti-sismiche fossero state revisionate soltanto tre volte in 35 anni, e che alcuni terremoti avvenuti all'epoca avevano superato i criteri sulla base dei quali erano state progettate le centrali. Un anno dopo, come dimostrano ulteriori messaggi secretati, il governo di Tokyo riusci' a bloccare una decisione della magistratura che avrebbe comportato la chiusura di un impianto nella parte occidentale del Paese, in quanto inidoneo a resistere a una magnitudo maggiore di 6,5 gradi: i tecnici dell'esecutivo riuscirono invece a convincere i giudici che il reattore era sicuro, e che tutti i test avevano sortito esiti soddisfacenti.
Infine, sempre secondo i testi divulgati da WikiLeaks, tre anni fa un parlamentare nipponico piuttosto noto, Taro Kono, confido' a diplomatici statunitensi che in Giappone erano stati "occultati" diversi incidenti nucleari avvenuti nel passato. (AGI) .


A seguire la parte XXIX.

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