Post in evidenza

CRISI: "A Pochi Passi dal Baratro"/50

Continua da questo post . Segnalando altolocati, altrui punti di vista...e consigli, da un ormai in percorso d'uscita, Oltremanica......

martedì 8 marzo 2011

PANDORA'S TIMES parte CIX

Prosegue dalla parte CVIII.


Archeologia.

"La 'caduta', dell'assistente dell'ultimo faraone"...

Zahi Hawass si è dimesso!

Ho sempre pensato che, quell'uomo, "più che a tutelare le antichità egizie" ( di cui, comunque, gliene dò atto e merito ), tutelasse, lo "status quo" accademico ufficiale e di conseguenza, il porre "i bastoni tra le ruote" alla ricerca di risposte alternative da parte di ricercatori indipendenti e/o con una visione della storia e preistoria egizia, considerata "eretica".

Spero, che il futuro della ricerca sotto le sabbie egiziane, sia altrettanto più aperto, che le aspettative di libertà del suo popolo.

E non si trasformi anch'essa, in un altro tipo di estremismo, questa volta religioso.

L'esempio che ho postato alcuni giorni fà, riguardo l'Arabia Saudita..."insegna".

Speriamo, ma per davvero, di non doverlo rimpiangere.


Nuovo Ordine Mondiale.

Economia.

CRISI: TRABALLA DEBITO PUBBLICO DEL PORTOGALLO. GOVERNO IN BILICO

(ASCA) - Roma, 9 mar - Portogallo sotto tiro.
Terrificante aumento dei tassi di interesse sul debito pubblico lusitano.
Per raccogliere un miliardo di euro con titoli di stato biennali, scadenza 2013, Lisbona ha dovuto offrire rendimenti pari al 5,99%, nella precedente asta aveva pagato il 4,08%.

Male anche l'andamento dei titoli di stato a piu' lungo termine. Sul mercato secondario, il rendimento dei bond decennali e' salito al 7,72%, ieri aveva chiuso al 7,66% dopo il massimo storico del 7,78%. Cosi' lo spread con il Bund decennale tedesco, il titolo di stato piu' solido dell'Eurozona, si e' allargato a 443 punti dai 435 punti di ieri.
Pesa anche la crescente instabilita' politica.

Francisco Louca, il leader del Blocco di Sinistra, che dispone di 16 seggi in parlamento, sta preparando una mozione di sfiducia contro il governo di minoranza guidato dal partito socialista. Il Blocco di Sinistra si oppone alle misure di austerita' perche' ritenute penalizzanti nei confronti dei ceti popolari. La mozione sara' presentata domani. Finora l'esecutivo portoghese ha rifiutato di chiedere aiuto alla Ue e al Fondo Monetario Internazionale. Ma una crisi di governo potrebbe cambiare radicalmente lo scenario.

Per i socialdemocratici, il principale partito di opposizione, la richiesta di assistenza finanziaria da parte di Lisbona potrebbe essere una questione di poche settimane.

Finora il Portogallo ha raccolto sul mercato del debito pubblico circa un terzo dei venti miliardi di cui ha bisogno per quest'anno. men/sam/bra

SPAGNA

CONTI PUBBLICI

Moody's taglia il rating della Spagna
Borse giù, lo spread fa un balzo

La decisione dell'agenzia parte dai dubbi sui costi della eventuale ristrutturazione del sistema bancario. Sui mercati tornano le preoccupazioni sul debito dei paesi periferici, tutte le piazze in perdita. Volano i differenziali dei titoli di stato con il Bund tedesco

MADRID - Moody's taglia il rating sul debito sovrano della Spagna, portandolo da AA1 a AA2 con outolook negativo. La decisione manda in perdita tutte le Borse europee e fa scattare in alto lo spread fra il bund tedesco e i titoli pubblici dei paesi periferici dell'area euro, Italia inclusa.

Continua su: repubblica.it


LIBIA

Punti di vista...sotto alcuni aspetti, condivisibili...

Maroni: Con interventismo su Libia, rischio Terza Guerra Mondiale

Per il ministro dell'Interno il "terrorismo potrebbe trovare linfa vitale" e Tripoli potrebbe diventare un nuovo Afghanistan

Roma, 8 mar. (TMNews) - La linea interventista in Libia potrebbe portare alla terza guerra mondiale.
Lo dice Roberto Maroni, ministro dell'Interno, alla Padania, tornando a bocciare l'ipotesi di un intervento.

"Minacciare un intervento militare in Libia è molto pericoloso. Si rischia di trasformare quelle terre in una nuova Somalia o Afghanistan dove il terrorismo può trovare linfa vitale. E averlo a pochi chilometri da noi sarebbe un casino", dice il ministro per il quale "certi guerrafondai che preferiscono scorciatoie non si rendono conto di come un intervento militare significherebbe la terza guerra mondiale". Quanto all'emergenza umanitaria "noi siamo l'argine ma rischia di essere sfondato. Da soli non ce la facciamo" e per questo in vista del Consiglio Ue di venerdì "parlerò con Berlusconi perché chieda all'Europa di farsi carico di una forte pressione diplomatica in particolare nei confronti della Tunisia".

Ed ancora, da altra fonte, con particolari aggiuntivi dell'intervista...

LIBIA: MARONI, CON LINEA INTERVENTISTA RISCHIO TERZA GUERRA MONDIALE

09:50 08 MAR 2011

(AGI) - Milano, 8 mar. - "Non mi preoccupa il presidente Obama, quanto certi guerrafondai che preferiscono le scorciatoie, senza rendersi conto di come un intervento militare significherebbe la terza guerra mondiale". Con queste parole il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, fa il punto, in un'intervista a 'La Padania', sulla crisi libica e sulle politiche da usare in questo momento nel Maghreb. "Un'azione militare forte, in particolare da parte degli Usa - riflette Maroni - non farebbe altro che coalizzare gli altri Stati arabi".
"Un'intervento militare - aggiunge poi il ministro - deve essere l'ultima delle strade percorribili".
Anche per questo sarebbe opportuno puntare su altre azioni, come ad esempio "una sorta di nuovo piano Marshall" e un ruolo di primissimo piano per l'Europa, che "deve fare qualcosa" perche' "non possiamo permetterci che resti un agglomerato di burocrati". Uno snodo chiave sara' comunque l'11 marzo, giorno per cui e' in programma il Consiglio europeo. "Parlero' con Berlusconi perche' chieda all'Europa di farsi carico di una forte pressione diplomatica, in particolare nei confronti della Tunisia". Pressioni volte al controllo sulle partenze dei migranti, considerato che "l'obiettivo principale è di bloccarli alla partenza". La soluzione, ribadisce Maroni, è "intervenire in quei porti dove partono. Il governo tunisino non ci riesce? Ci pensiamo noi. Meglio tutta l'Europa. Ma servono le pressioni diplomatiche giuste".

E poi, in serata al TG de LA7...

LIBIA: MARONI, SITUAZIONE NON SI RISOLVERA' TANTO RAPIDAMENTE

(ASCA) - Roma, 8 mar - In Libia la ''situazione e' molto complicata e al di la' delle notizie diffuse non si hanno certezze se non il fatto che c'e' una situazione di stallo con bombardamenti e vittime destinata a non risolversi rapidamente''. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervenuto al TG de La 7. ''Di certo - ha detto - non e' come in Egitto e in Tunisia: in Libia la situazione e' diversa e non promette nulla di buono: siamo preoccupati perche' la Libia e' qui vicino, non dall'altra parte del mondo''. mpd/mau/ss

Anche se lui non è nuovo ad interventi di questo "tono".

Nel blog, è presente un'altra sua dichiarazione di un pò di tempo fà, a mio parere, molto interessante, anche se non provante alcunché, ovviamente...è solo il "punto di vista", di un ministro della Repubblica Italiana.

A meno che, non vogliamo pensare, da complottisti, che dietro alle sue dichiarazioni, vi siano celate, conoscenze fondate su basi solide.

DIRETTA

Gheddafi, è l'ora della trattativa
Bombe sui depositi di petrolio

Il leader libico conferma le accuse alle potenze occidentali. "Vogliono colonizzare la Libia di nuovo, è un complotto colonialista". Tre aerei appartenenti al colonnello sono decollati da Tripoli, in origine due erano diretti a Vienna e Atene, ma poi uno è atterrato al Cairo, gli altri sono diretti a Bruxelles. Questi ultimi avrebbero fatto scalo in Italia, ma il governo smentisce. Dopo i ripetuti attacchi sull'est controllato dai ribelli, si moltiplicano gli appelli all'applicazione di una "no fly zone" sui cieli libici. Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton: "La decisione deve essere presa dalla comunità internazionale, non dagli Usa"

Link aggiornamenti del 09/03/2011: repubblica.it

DIRETTA

Sarkozy proporrà bombardamenti aerei mirati
La Francia riconosce il Consiglio dei ribelli

Parigi accelera: dopo aver legittimato come rappresentante del popolo libico il consiglio nazionale di Bengasi emerge, il presidente Sarkozy spinge con i partner Ue per raid "mirati".
Frattini: "L'Italia non parteciperà". Mosca: stop a tutti i contratti con Tripoli. Il Consiglio europeo ha adottato in modo formale l'estensione delle sanzioni congelando anche gli asset delle società legate al regime libico. Continuano gli scontri sul terreno: secondo testimoni, Zawiya sarebbe stata riconquistata dalle forze fedeli a Gheddafi. Almeno quattro morti a Ras Lanuf. L'allarme della Croce rossa: è guerra civile, preoccupati per il numero di vittime e feriti. Arrestati due giornalisti del Guardian e dell'Estado che risultavano scomparsi.

Link aggiornamenti del 10/03/2011: repubblica.it


ISRAELE

"L'inevitabile decisione", che può portare ad inevitabili conseguenze...

Netanyahu: "Forze di Difesa Israeliane rimarranno sul fiume Giordano anche in caso di futuri accordi"

Martedì 08 Marzo 2011 16:13

Durante una visita alla Jordan Valley, il Primo Ministro Netanyahu ha insistito sulla necessità di avere confini sicuri ribadendo che non vi è alternativa ad una presenza militare per far in modo che i terroristi o gli attacchi missilistici non raggiungano il cuore del paese.

Continua su: focusmo.it


EGITTO

Egitto: scontri fra copti e musulmani, 13 morti

Bilancio continua a salire, anche 140 feriti.

Le violenze sono scoppiate nel quartiere di Moqqatam al Cairo

Continua su: ansa.it


MAROCCO

Marocco: re annuncia 'riforma costituzionale globale'

09 marzo, 22:18

RABAT - Il re Mohammed VI del Marocco ha annunciato questa sera, in un discorso alla nazione, di aver deciso di avviare una "riforma costituzionale globale" per rafforzare la democrazia.

Continua su: ansa.it


Da ora, ciò che desterà buona parte del mio interesse, saranno, gli accadimenti intorno ad Israele, ed intorno, ed all'interno, dell'Arabia Saudita.

"Tutto il resto...è noia".


ARABIA SAUDITA

Arabia Saudita: timore per le proteste

Giovedì 10 Marzo 2011 16:37

Dopo Tunisia, Egitto e Libia, il vento della protesta inizia a spirare anche in Arabia Saudita anche se per il momento in maniera ancora del tutto sotterranea. In Internet, e in particolare in Facebook e Twitter, sta tuttavia correndo in queste ore un appello al popolo arabo affinche' scenda in piazza l'11 marzo per quello che gli organizzatori della protesta chiamano il "day of rage", il giorno dell'ira.

Per soffocare sul nascere le proteste, la monarchia saudita ha promesso di distribuire alla gente benefit per 37 miliardi di dollari e ha annunciato pubblicamente che qualsiasi manifestazione e' proibita. Secondo quanto riferito dai media locali, inoltre, il governo di Riad ha disposto migliaia di soldati nei punti considerati piu' caldi e a rischio di contestazione, in modo da disincentivare coloro che sperano di riprodurre quanto sta avvenendo nel resto del Medio Oriente. Lo scenario di un possibile sbocco rivoluzionario anche in Arabia, primo paese produttore di petrolio al mondo, sta tenendo sulle corde i mercati energetici che dunque attendono di conoscere il tasso di adesione che si registrera' l'11 marzo al giorno dell'ira. Nel caso di una protesta di ampio respiro, cui faccia seguito come nella tradizione della monarchia araba una repressione a pugno duro, il prezzo del greggio potrebbe ulteriormente accelerare la corsa delle ultime settimane e puntare decisamente ai 200 dollari al barile. Secondo quanto riportato recentemente della Cnn, il fervore speculativo al momento e' talmente elevato che i grandi istituti finanziari detengono al momento un numero di contratti "long" sul petrolio quasi doppio rispetto al 2008, cioe' quando il greggio raggiunse il prezzo record di 147 dollari il barile contribuendo a far precipitare nella recessione l'economia mondiale. Non e' chiaro se queste posizioni speculative riflettono gia', e in quale misura, la previsione di un ulteriore allargamento, anche all'Arabia Saudita, del vento della rivolta che sta spazzando il Medio Oriente. E' chiaro tuttavia che uno sviluppo del genere avrebbe potenzialmente la capacita' di condizionare l'intera economia globale e rimettere a rischio una ripresa che appare ormai solidamente avviata. Tanti dubbi che potrebbero avere una risposta gia' nel corso dei prossimi giorni, da quanti aderiranno al tam-tam della rivolta che per ora agita soltanto i blog e i siti di social network della penisola arabica.

Link articolo: focusmo.it

Ripeto.

"Tutto il resto, potrebbe essere, realmente...solo noia".


A seguire la parte CX.

Nessun commento: