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PANDORA'S TIMES parte CCXLVI

Prosegue dalla parte CCXLV . "Noi siamo Uno... TUTTO è UNO". Siamo polvere di stelle, ma di altre galassie: gli astrofisic...

lunedì 28 febbraio 2011

PANDORA'S TIMES parte CVI

Prosegue dalla parte CV.


Nuovo Ordine Mondiale.

LA PROSSIMA CRISI SARÀ QUELLA LIBANESE. TRA QUINDICI GIORNI ?


LIBIA

E quanto segue, è la conferma da altra fonte, ed in italiano, di ciò che siamo venuti a conoscenza da Debka e che ho postato all'interno della parte CIV...

Libia: militari britannici in Cirenaica

Lunedì 28 Febbraio 2011 11:26

Centinaia di militari e consiglieri militari americani e francesi sono arrivati in Cirenaica sbarcati dall'incrociatore britannico "Cumberland". E' la prima volta di un intervento occidentale dalle rivolte di inizio gennaio. La missione prevede di aiutare i comitati rivoluzionari nel controllo della Libia orientale, di allestire infrastrutture per un'eventuale sbarco in forze di truppe straniere e, in ultimo, di addestrare le unità paramilitari dei rivoltosi. La notizia viene confermata a FocusMO da fonti del Ministero della Difesa che a sua volta l'ha raccolta da fonti dell'intelligence israeliano.

Link: focusmo.it

IL DOSSIER

Missili ed elicotteri, così l'Italia ha armato le milizie del rais

Nel 2008 la Libia ha affrontato spese belliche per 1,1 miliardi di dollari. Con Roma affari per 205 milioni, siamo il primo paese dell'Ue

di CARLO BONINI

Anche quando tutto sarà finito, una pagina del massacro libico non potrà comunque essere cancellata. Né dalle doppiezze della diplomazia occidentale, né dal suo cinismo, né da tardive prese d'atto, né da nuovi embarghi a eccidio ormai consumato. Quella pagina racconta che a Tripoli, Bengasi, Tobruk, il sangue degli insorti è stato e continuerà ad essere versato da armi di fabbricazione europea e russa accatastate con frenesia in questi ultimi sei anni negli arsenali del regime. Che in Tripolitania e Cirenaica, i bossoli di proiettile lasciati a migliaia sul terreno dalle armi automatiche di mercenari e milizie governative hanno inciso sul fondello matrici che ne indicano la fabbricazione italiana, inglese, belga, russa.

Continua su: repubblica.it

DIRETTA

Consiglio transizione: "No a interventi stranieri"
Rivoltosi pronti a unirsi per assalto a Tripoli

La Ue ha approvato oggi le sanzioni contro Gheddafi. Hafiz Ghoga, portavoce del Consiglio nazionale libico presentato ieri a Bengasi, ha dichiarato che il nuovo consiglio non ha contattato alcun governo straniero e non vuole che intervengano. Gli oppositori del regime sono pronti a far ripartire le spedizioni di petrolio dell'azienda libica Arabian Gulf Oil. A Misurata le forze ribelli abbattono elicottero militare. E intanto uniscono le forze per marciare sulla capitale

Link aggiornamenti del 28/02/2011: repubblica.it

LIBIA

Razzi contro gli insorti al checkpoint così il regime attacca la città del petrolio

Raid a Brega, per la prima volta il Colonnello invia gli aerei da guerra. L'esplosione davanti agli occhi dei giornalisti. I ribelli: "Sono stati piloti mercenari".
Qui ci sono i pozzi della Sirt Company.
Piattaforme in mano all'opposizione

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"Moniti e manovre di ridispiegamento"...

Libia: Iran, occidente non ne approfitti

Per installare nel Paese le proprie basi militari

01 marzo, 11:08

(ANSA) - TEHERAN, 1 MAR - 'Gli Usa e altri Paesi occidentali non approfittino della crisi in Libia per installarvi proprie basi militari' ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehman-Parast. Ieri uno dei portavoce della Difesa americana, David Lapan,aveva detto che Washington stava riposizionando le sue forze armate attorno all'area della Libia,ma il segretario di Stato americano Clinton ha detto che le navi americane non parteciperebbero ad un eventuale intervento militare.

Possibile passaggio Suez portaerei Usa

Potrebbero entrare nel Mediterraneo nei pressi della Libia

01 marzo, 13:24

(ANSA) - IL CAIRO, 1 MAR - Due portaerei Usa, la Carl Vincent e la Abraham Lincoln e una nave rifornimenti, attualmente a sud del Mar Rosso, potrebbero passare il canale di Suez nei prossimi cinque giorni per entrare nel mediterraneo e portarsi nei pressi della Libia. Il 15 febbraio scorso la portaerei nucleare Uss Enterprise, accompagnata dal lanciamissili Light Gulf e dalla nave rifornimento Arctic, hanno passato il Canale,in direzione del Baharein,ma si sono fermate nel mar Rosso,dopo la crisi in Libia

Il dramma dei profughi, al confine con la Tunisia...

Libia: 12.000 profughi a confine Tunisia

In lembo dei terra di soli 100 metri, critica la situazione

01 marzo, 15:57

(ANSA) - RAS JEDIR (TUNISIA), 1 MAR - Almeno 12 mila profughi sono ammassati davanti alla recinzione al confine tra Libia e Tunisia, un lembo di terra di soli 100 metri, per cercare di entrare in territorio tunisino. A stento l'esercito riesce a controllare la situazione. Per cercare di calmare la folla, i soldati stanno lanciando pane e bottiglie di acqua al di la' della recinzione.

Libia: forze Gheddafi riprendono Brega

Al Arabiya,aerei militari bombardano citta' orientale Ajdabiyah

02 marzo, 10:05

(ANSA) - BENGASI, 2 MAR - Le forze fedeli a Gheddafi hanno ripreso il controllo della citta' orientale di Brega, in Libia, dove si trova il terminal petrolifero per l'export, dopo aspri combattimenti.
Lo riferisce la Tv al Jazira. Secondo la Tv al Arabiya, invece, aerei militari libici stanno bombardando la citta' orientale di Ajdabiyah dove i ribelli controllano una base militare ed un deposito di armi.


IRAN

Iran: "necessario aumentare pressione sul Paese"

Martedì 01 Marzo 2011 19:04

Un nuovo rapporto dell’Istituto Internazionale per l’Energia Atomica sottolinea l'importanza di aumentare la pressione sull'Iran riferendo che “l'Iran starebbe cercando di sviluppare un missile dotato di armi nucleari”.

La nota in un documento riservato, pubblicato durante il fine settimana, ha segnato una crescente frustrazione negli organismi delle Nazioni Unite per la mancanza di collaborazione da parte dell'Iran. Il rapporto esplicitava in modo chiaro la determinazione di Teheran di portare avanti le attività atomiche sensibili nonostante le sanzioni da parte delle Nazioni Unite a partire dal 2006. Israele fa sapere che sarebbe necessario aumentare la forza militare e la pressione economica contro l'Iran da parte degli Stati Uniti e l'Occidente, l'unica cosa che potrebbe fermare gli iraniani è la loro convinzione che l'Occidente può mettere in campo un' opzione militare credibile, e sarebbe disposto ad usarla. Il primo ministro Binyamin Netanyahu ha trasmesso questo messaggio nei giorni scorsi durante alcuni incontri privati, tra cui uno tenutosi domenica con una delegazione del Congresso.”Se c'è una opzione militare credibile, ha detto, le possibilità che la stessa possa essere utilizzata sono, paradossalmente, ridotte ”. Il rapporto affermava inoltre che, sulla base dell’analisi delle informazioni pervenute nell’agosto del 2008, e di quelle ricevute recentemente, esisterebbero ulteriori motivi di preoccupazione.

Link articolo: focusmo.it

Iran to build permanent naval base in Syria
L'IRAN COSTRUISCE UNA BASE NAVALE PERMANENTE IN SIRIA
( in inglese - debka.com ).

Dall'articolo...

"days after two Iranian warships reached the Syrian port of Latakia via the Suez Canal, Friday, Feb. 25, an Iranian- Syrian naval cooperation accord was signed providing for Iran to build its first Mediterranean naval base at the Syrian port, DEBKAfile's military and Iranian sources reveal. The base will include a large Iranian Revolutionary Guards weapons depot stocked..."

"due giorni dopo venerdì 25 febbraio, quando due navi iraniane hanno raggiunto il porto siriano di Lakatia, tramite le sue fonti militari e iraniane DEBKAfile rivela che, un accordo di cooperazione navale siro-iraniano è stato siglato autorizzando l'Iran a costruire la sua prima base navale, allestita in un porto siriano, nel Mediterraneo. La base includerà un grande deposito di stoccaggio di armi delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane..."

"A piccoli passi, verso la Gloria."


Profughi.

Il dramma, l'allarme, l'aiuto e le prospettive di futuri arrivi sulle nostre coste, anche dal "punto di vista della lotta al terrorismo islamico"...

LIBIA

Allarme profughi alla frontiera con la Tunisia
"Missione italiana per assistere 10 mila persone"

L'appello dell'Unhcr: ogni giorno 15mila persone lasciano il Paese. La comunità internazionale si prepara ad agire. La Nato valuta l'invio di una forza aerea nel Paese, in discussione una no-fly zone. Mosca: Gheddafi leader politicamente morto, se ne vada. L'opposizione denuncia: nella notte almeno tre morti a Misurata. Vertice straordinario Ue 11 marzo. La Russa: "Per embargo serviranno navi italiane"

Continua su: repubblica.it

ITALIA

TERRORISMO

Libia, Maroni: "Duecentomila in fuga
Rischio infiltrazioni di Al Qaeda"

Il ministro dell'Interno riferisce alle Commissioni Affari costituzioni e esteri: "Temiamo una situazione simile a Somalia o Afghanistan. Ci stiamo preparando a impatto senza precedenti su nostre coste"

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YEMEN

"Solo, Ipotetici Complotti" ? ...

YEMEN: PRESIDENTE SALEH, ISRAELE E USA FOMENTANO RIVOLTE

(ASCA-AFP) - Sanaa, 1 mar - Il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh ha accusato Israele e Stati Uniti di fomentare le rivolte anti-regime che stanno dilagando nel mondo arabo.

Anche oggi i manifestanti filo-democratici stanno scendendo in piazza a Sanaa per chiedere le dimissioni del presidente. ghi/cam/bra

Yemen, Saleh: "la stanza dei bottoni è a Tel Aviv"


SIRIA

Siria: confermata fornitura missili dalla Russia

Martedì 01 Marzo 2011 15:50

Lo scorso sabato, il ministero della difesa russo ha ribadito che terrà fede al contratto firmato con la Siria nel 2007 per missili P-800 Yakhont.
A confermarlo è stato, sempre sabato, il ministro Anatoly Serdyukov, secondo il quale l'accordo è in fase di implementazione. Si tratta di un'intesa per la fornitura di diversi sistemi missilistici Bastion armati di missili da crociera supersonici SS-N-26 Yakhont, che già da tempo ha destato preoccupazioni in Israele e negli Usa che, spaventati all'idea di un rafforzamento difensivo della Siria e dalla possibilità che gli armamenti finiscano in mano ai terroristi, hanno più volte tentato, inutilmente, di farlo annullare. Il ministro della difesa israeliano Ehud Barak, già nel corso della sua visita in Russia nel settembre 2010, si era dichiarato preoccupato dal fatto che gli armamenti potessero finire nelle mani degli Hezbollah.
Secondo l'organizzazione internazionale no-profit "Tip", "The Israel project", l'intelligence americana e quella francese in ottobre avrebbero confermato che "La Siria agisce come canale per gli armamenti verso Hezbollah". Il missile Yahkont ha una gittata di 300 chilometri, è in grado di trasportare una testata da 200 kg ed è capace di volare diversi metri sopra la superficie d'acqua, caratteristica che lo rende più difficile da intercettare.

Link articolo: focusmo.it


A seguire la parte CVII.

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