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CRISI: "A Pochi Passi dal Baratro"/50

Continua da questo post . Segnalando altolocati, altrui punti di vista...e consigli, da un ormai in percorso d'uscita, Oltremanica......

lunedì 6 dicembre 2010

WIKILEAKS: NUOVA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI - Parte VII

Prosegue dalla parte VI.


Lampi di Cassandra/ Chi ha paura di Wikileaks?

di M. Calamari - Potrà essere un problema per i governi. Potrà essere un problema per i politici. Di certo Wikileaks non è problema per i cittadini: l'informazione non è mai abbastanza per loro

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WIKILEAKS

Tutti i segreti di Julian Assange l'uomo che fa tremare il potere

Viaggia sotto falso nome, usa telefoni criptati, paga solo in contanti. Ecco come vive il "James Bond della contronformazione". Con lui giornalisti e hacker, che lavorando davanti a computer in bunker atomici grazie a finanziamenti da donazioni volontarie

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WIKILEAKS

Assange sui vertici Onu spiati
"Se Obama sapeva, si dimetta"

Intervista del Pais via chat al fondatore del sito che ha rivelato i cablo riservati della diplomazia Usa.
"Nella geopolitica, ci sarà un prima e dopo Cablegate". E denuncia: "Mi vogliono uccidere"

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WIKILEAKS: CLINTON, SAUDITI PIU' GRANDI FINANZIATORI TERRORISMO

16:18 05 DIC 2010

(AGI) - Islamabad, 5 dic. - Si trovano in Arabia Saudita i "bancomat" del terrorismo: e' la valutazione espressa dal segretario di Stato americano, Hillary Clinton, in una comunicazione segreta pubblicata da Wikileaks e rilanciata dal Guardian. "Ancora molto deve essere fatto: l'Arabia Saudita resta una base per il sostegno finanziario di al Qaeda, dei talebani, di Lashkar-e-Taiba (gruppo terroristico pachistano; ndr) e di altri gruppi terroristici", si legge nel cablogramma del dicembre 2009, firmato dal segretario di Stato americano.
"I donatori in Arabia Saudita rappresentano la piu' significativa fonte di finanziamento per gruppi terroristici sunniti in tutto il mondo", sostiene ancora il capo della diplomazia Usa, lamentando che le autorita' di Riad non fanno abbastanza per fermare questi flussi. La Clinton indica altri tre Paesi come fonte di risorse finanziarie per i terroristi: Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi. Nel rapporto, il segretario di Stato americano chiede ai diplomatici americani di raddoppiare i loro sforzi per fermare i trasferimenti di denaro dai Paesi del Golfo alle organizzazioni terroristiche in Pakistan e Afghanistan.


Wikileaks: Al Jazira 'merce di scambio'

Sarkozy sfrutta popolarita' della Bruni per affari con Brasile

05 dicembre, 22:33

(ANSA) - WASHINGTON, 5 DIC - Il Qatar utilizza la Tv satellitare al Jazira come merce di scambio con altri Paesi, secondo i documenti ottenuti da Wikileaks. In passato l'emiro del Qatar ha rifiutato di aderire alle richieste degli Usa di tenere sotto controllo la emittente. A proposito poi dei rapporti franco-brasiliani,in un cablo diffuso da Wikileaks, l'ambasciatore americano a Parigi, nel 2009, scrive che Sarkozy "utilizza ala popolarita' di Carla Bruni, per avvantaggiare gli interessi della Francia in Brasile".


Usa a Svizzera, no asilo ad Assange

Il ''consiglio'' per bocca dell'ambasciatore a Berna

05 dicembre, 23:01

(ANSA) - ROMA, 5 DIC - Gli Stati Uniti, per bocca dell'ambasciatore a Berna, Donald Beyer, 'consigliano' alla Svizzera di non dare asilo a Julian Assange.In una lettera aperta a Der Sonntag, il diplomatico Usa scrive che "la Svizzera deve considerare con molta attenzione se dare asilo a un latitante".Nonostante l'invito Usa, diverse formazioni politiche svizzere hanno reiterato l'offerta ad Assange perche' chieda asilo politico nel Paese.


DOSSIER WIKILEAKS

I "siti sensibili" protetti dagli Usa

Anche in Italia aziende spiate

Nei dispacci rivelati dal sito di Assange la lista delle compagnie ritenute strategiche dall'intelligence americana in quanto possibili obiettivi di attacco.
Tra queste la Glaxo, il gasdotto Trans-Med e la Digibind. Thorne su Berlusconi: "Definì Medvedev apprendista di Putin"

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ORA È L'AUSTRALIA SU WIKILEAKS...


Wikileaks/ Usa pronti a trasferire diplomatici citati nei file

11:01 - ESTERI- 06 DIC 2010

In via di definizione trasferimento dei funzionari "in pericolo"
Roma, 6 dic. (Apcom) - L'amministrazione americana si prepara a trasferire il personale delle principali Ambasciate Usa nel mondo, richiamando diplomatici, ufficiali militari e agenti dell'intelligence compromessi dalla fuga di notizie sul sito internet Wikileaks e che potrebbero essere in pericolo. Alcuni funzionari dell'Amministrazione hanno riferito al quotidiano on line The Daily Beast che le operazioni di trasferimento riguarderanno molto probabilmente i diplomatici identificati con nome e incarico nei file, che hanno espresso giudizi molto critici sui leader dei governi locali. "Si tratta di un altro aspetto di questa tragedia - ha detto un alto funzionario della sicurezza nazionale Usa - dovremo richiamare alcuni dei nostri migliori diplomatici, che meglio rappresentano gli Stati Uniti e che sono risultati i più seri nelle loro analisi, perchè hanno osato dire la verità sui Paesi in cui prestavano servizio". Secondo il giornale on line, il piano di trasferimenti è in via di definizione e verrà attuato nei prossimi mesi. Funzionari dell'ammistrazione Usa hanno sottolineato come, a fronte della reazione sdegnata di alcuni governi, tra cui Francia, Italia, Turchia, Russia, Cina e Arabia Saudita, non ci sia stata finora alcuna iniziativa formale da parte degli stessi Paesi per sollecitare Washington a richiamare i diplomatici coinvolti nella fuga di notizie. "Tuttavia, pensiamo si tratti solo di questione di tempo - ha precisato al Daily Beast una fonte - ci aspettiamo di vedere i nostri diplomatici bollati come 'persone non grate'. Ma questo complicherebbe la situazione, perchè ci metterebbe nella posizione di dover ricambiare". Nei casi in cui non ci sarà protesta formale, ha aggiunto la fonte, Washington procederà comunque con il richiamo dei diplomatici, ormai impossibilitati a interagire con i funzionari dei governi locali.


Wikileaks/ Se Assange arrestato,pronti "file bomba",anche su Bp

11:51 - ESTERI- 06 DIC 2010

Altri segreti su Guantanamo; archivio copiato da 100.000 persone
Roma, 6 dic. (Apcom) - I sostenitori del fondatore di Wikileaks sono pronti a rendere pubblici file contenenti "segreti dannosi", tra cui alcuni riguardanti il colosso British Petroleum e Guantanamo, qualora Julian Assange venisse arrestato o ucciso o se il suo sito venisse rimosso in via definitiva da internet. Stando a quanto riferisce oggi il Daily Mail, Assange ha distribuito a diversi hacker un "boccone avvelenato" criptato.
Lo stesso legale del giornalista australiano, Mark Stephens, ha bollato come "congegno termonucleare" i documenti segreti in possesso di Wikileaks, da pubblicare qualora l'organizzazione abbia bisogno di tutelarsi. Nei giorni scorsi, Assange ha ammesso di temere per la sua vita, ma ha anche sottolineato che qualora gli succedesse qualcosa o WikiLeaks venisse in qualche modo bloccato, il 'Cablegate' non verrebbe fermato, perchè "l'archivio del Cablegate è stato disseminato in forma criptata ad oltre 100mila persone: se dovesse succederci qualcosa, le parti fondamentali verranno diffuse in maniera automatica".


Contrappunti/ Verità, finzione, Wikileaks

di M. Mantellini - Cos'è il giornalismo? E cos'è il buon giornalismo? E cos'è ancora un servizio reso all'umanità garantendo trasparenza? Un reato, ecco cos'è: lesa maestà dello status quo

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Wikileaks: chiuso conto Assange

Postfinance spiega, ha dato false indicazioni su domicilio

06 dicembre, 21:01

(ANSA) - GINEVRA, 6 DIC - Postfinance, la filiale bancaria della posta svizzera ha chiuso il conto bancario di Julian Assange. La decisione e' stata presa a causa di 'false indicazioni sul domicilio' del fondatore di Wikileaks. Assange - si legge in un comunicato reso noto da PostFinance - ha infatti indicato Ginevra come domicilio, informazione che si e' poi rivelata falsa. PostFinance spiega che il domicilio in Svizzera 'e' una delle condizioni necessarie per stabilire una relazione commerciale con PostFinance'.


Wikileaks: piano Nato contro la minaccia Russa a Est

Link : ansa.it
07 dicembre, 00:17

di Claudio Accogli

ROMA - Si chiama "Eagle Guardian": e' il piano "segretissimo" della Nato, pensato per rafforzare le difese della Polonia esteso a gennaio 2010 a Estonia, Lituania e Lettonia, per "fronteggiare" eventuali aggressioni armate da parte della Russia che rischia di infiammare i rapporti tra Washington e Mosca. Lo rivelano i media partner di Wikileaks, tra cui il Guardian, pubblicando 4 cablogrammi dall'ambasciata Usa presso la Nato a Bruxelles. "Il comandante supremo in Europa (Saceur) ammiraglio James Stavridis ha proposto l'espansione del piano al comitato militare della Nato", che "il 22 gennaio ha approvato l'espansione" agli Stati baltici, si legge in un cable dalla missione Usa presso l'Alleanza Atlantica.
"Nove divisioni Nato - americane, britanniche, tedesche e polacche - sono state identificate per partecipare alle operazioni di combattimento in caso di un'aggressione armata contro la Polonia o i tre Stati baltici", scrive il Guardian. "I porti del nord della Polonia e quelli della Germania accoglieranno le truppe di assalto navali e le navi da guerra Usa e Gb". La declassificazione del documento segreto rivelato dai media partner di Wikileaks era prevista, si legge nel cable, nel 2030.
L'estensione di Eagle Guardian ai Paesi Baltici e' stata "proposta dal governo tedesco, e il via libera definitivo dovrebbe arrivare dopo che il ministro degli Esteri Westerwelle verra' informato pienamente sulla vicenda", si legge in un altro cable del dicembre 2009 siglato dall'ambasciatore Usa presso la Nato, Ivo Daalder. Incontrando i rappresentati di Polonia, Estonia, Lituania e Lettonia, insieme con il segretario generale della Nato Rasmussen, l'ambasciatore Daalder precisa a tutti i convenuti che il piano "come altri della Nato devono rimanere nei circoli Nato" e l'iniziativa non deve divenire di "dominio pubblico". In un altro dispaccio, si dettagliano invece i negoziati tra Usa e Varsavia per dare alla Polonia "maggiore sicurezza", dispiegando unita' navali nei porti di Gdansk e Gdynia, e squadriglie di F-16. Inoltre, e' destinato a complicare ulteriormente le relazioni tra Usa e Russia, un dispaccio dell'ambasciata Usa a Varsavia, nel quale i diplomatici Usa spiegano ai polacchi che il nuovo sistema di difesa antimissile "può essere ri-orientato per fronteggiare minacce diverse da quelle rappresentate da Iran e Siria".
Dunque, lasciano intendere i cable, anche verso la Russia, una minaccia molto più sentita dai polacchi che quella dell'Iran.


Come non legare, la chiusura del conto svizzero, al file qui sopra.


A seguire la parte VIII.

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