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CRISI: "A Pochi Passi dal Baratro"/50

Continua da questo post . Segnalando altolocati, altrui punti di vista...e consigli, da un ormai in percorso d'uscita, Oltremanica......

domenica 13 febbraio 2011

"UNA STORIELLA DIVERTENTE" - Parte IV

Prosegue dalla parte III/2.


Parte IV.


Il mese di marzo passò senza alcuna novità.

Ci sentimmo un paio di volte, tanto per sapere l'un l'altro, se eravamo ancora in vita

L'ultima neve della stagione cadde sui monti e le vette appenniniche che tanto ci avevano dato da pensare ( ed ancora ce ne davano ), finanche in un'occasione arrivare ad imbiancare i tetti a valle.

Poi, un giorno d'inizio aprile, mi ritrovai per cause legate a faccende mie personali, a dovere recarmi negli uffici comunali.

Sbrigate le faccende per cui accedetti a quel luogo, nel ritornare sui miei passi, sullo scalone principale che porta all'uscita, m'imbattei per puro caso, in un mio amico di vecchia data, compagno di "antiche avventure" adolescenziali, che non vedevo da almeno un paio d'anni.

Dopo averlo salutato e dopo aver esaurito tutti i dovuti convenevoli, come da prassi.

Ricordai che come mestiere svolgeva la funzione di tecnico presso l'agenzia delle acque ( privatizzata ) del comune ove era ( ed è ) ubicata la mia residenza.

Mi dissi - Forse questa è la volta buona che si riesce a sapere qualcosa di certo su ciò che stà accadendo in quella zona - non sbagliando.

Lo invitai a prendere un caffè, in uno dei bar li vicino.

Accetto di getto, quella mattina non aveva fretta, avendo chiesto un permesso di un paio d'ore per altre sue faccende.

Posso perdere dieci minuti per te, Paolo - mi disse.

Valgo solo dieci minuti - gli risposi ridendo

Rise pure lui.

Ci avviammo.

Mentre c'incaminavamo verso la nostra ludica destinazione, iniziai ad esporgli la questione che mi "attanagliava la mente" ormai da parecchi mesi.

Anche se, non esponendomi completamente nella sua interpretazione.

Gli chiesi - Ma tutti quegli elicotteri che passano a giorni alterni e che parrebbero dirigersi verso la vallata sottostante la vetta dell'appennino orientale.

Addirittura, alcuni li ho visti trasportare e non solo io, tubazioni di grossa sezione.

Per quello che ne sai tu, hanno a che fare con dei lavori di "grossa portata" all'acquedotto ?

E la risposta che mi dette, per ogni quesito a cui rispondeva, suscitava in me almeno altre due domande.

Mi disse - Si Paolo, per quello che ne sò, riguardano l'acquedotto.

È stato fatto un progetto, cercando ove possibile e considerate le condizioni in cui versava quello esistente... che in molti punti, diciamolo senza alcun "velo", era ormai diventato un vero e proprio colabrodo... di mantenere il medesimo tracciato fino a valle.

Dopo la fase di progettazione, da parte dell'ufficio tecnico del comune in accordo con l'ente acque ( in appalto a privati, ricordiamocelo...mi disse ), avvalendosi anche di collaboratori esterni e l'approvazione del consiglio comunale.

Si è deliberato un bando d'appalto per opere pubbliche.

( Che da quanto mi ha riferito, si è aggiudicato una grande ditta di costruzioni con sede, legale almeno, a Roma )

I lavori sono iniziati circa un paio d'anni fà, ed hanno visto impegnati anche elicotteri da trasporto, per i materiali più ingombranti, si ci credo che hai visto delle tubazioni di "notevole" sezione, hai idea di quant'acqua ci deve passare ?

Però, nella zona che tu mi hai citato, in cui effettivamente vi era un cantiere, i lavori, almeno da quanto ne sò io, dovrebbero essere terminati 6 o 7 mesi fà.

Ora, il "grosso" del progetto si stà svolgendo nella vallata fra la prima e la seconda fascia appenninica e mi citò la località precisa, tanto per farmi comprendere bene a dove si stava riferendo.

Provai una scarica di adrenalina.

E sovrapponendomi alle sue ultime parole gli chiesi di getto - ma gli elicotteri che tu sappia vengono utilizzati anche ora, quelle zone sono accessibili abbastanza facilmente anche da terra al fine di trasportare i materiali necessari a tale opera, se ben ricordo, oppure no ?

Ma guarda Paolo, non è che sono sordo, di elicotteri ne sento tutt'ora passare pure io, in verità il problema non me lo sono mai posto, però se dovessi darmi una motivazione a tali passaggi sarebbe quella ( ovvero la costruzione dell'acquedotto ), oppure alla viabilità, però...si, la zona è sicuramente molto meno impervia e le strade sono sicuramente, percorribili in modo più agevole anche da mezzi pesanti.

Poi, c'è da dire che noi, tranne che in alcuni tratti... sia dal "punto di vista di Comune", sia dal "punto di vista di società di gestione delle acque" ...in questa opera, abbiamo ricoperto ruoli, come potrei dirti...di sola "supervisione" ( tra virgolette...specificò ) ?

E lì mi sorse veramente spontanea, un'altra domanda - Perché "supervisione" ?
Mi vuoi dire che, voi non avevate accesso ai cantieri, o quantomeno avevate un accesso limitato ad essi ?
Oppure ho interpretato male ciò che intendevi dirmi ? - gli chiesi.

Ti voglio dire - replicò - che noi ci limitavamo e ci limitiamo tutt'ora, a controllare, progetto alla mano, lo stato dell'opera e ciò che riguardava gli apparati di potabilizzazione, vedi le vasche di decantazione per esempio, etc.

Poiché, in quel frangente tale era la nostra mansione.

Anche se ti dirò, che per quanto riguarda la prima tranche di questa opera, sia a causa di dove era ubicata, sia, poiché essendo solo una questione di posa di condotte e non vi era un concreto rischio di abusi o errori, non è che abbiamo controllato poi tanto.

E poi, sai quanto è vasto il territorio comunale e gli addetti sono quelli che sono.
E problemi sulla rete idrica ce ne sono giornalmente.

Quindi, impegnare un tecnico a controllare una ditta appaltatrice, che è comunque responsabile per eventuali errori di costruzioni, a scapito del porre celermente rimedio a qualche disservizio della rete magari nel centro urbano, "non ci pareva" congruo e ad oggi francamente, la penso ancora così.

Allora, mi stai dicendo che da quelle parti vi siete fatti vedere ben poco. E tu ci sei mai andato ? - gli domandai.

Si parecchie volte - mi rispose.

E continuò - Dapprima fin dalla fase di progettazione, ed in seguito nell'allestimento del cantiere, vedi per esempio, dove attrezzare una zona per il personale, oppure, dove allestire lo stoccaggio dei materiali, etc.etc.

In particolare, in un paio d'occasioni, mi ricordo che furono presenti oltre ai tecnici della ditta che aveva fisicamente in carico l'opera di costruzione e noi ( io, il capo dell'ufficio tecnico del comune, ed il vice direttore della gestione acque ), anche un paio di esponenti sia della protezione civile che della forestale.

Comunque niente di preoccupante, i primi vanno contattati comunque, in "particolare" nel caso di opere pubbliche, i secondi, trattandosi di zona boschiva sono automaticamente interessati, anche nell'eventualità non si sà mai, si dovesse abbattere qualche albero.

E poi - aggiunse - gli elicotteri da trasporto che hai visto erano i loro.

Anche perché, visto i luoghi in cui andava eseguita l'opera e altresì, al fine dell'onorare i termine di consegna della stessa, è stato esplicitamente richiesto dalla ditta di avvalersi di tali mezzi.

E poiché, di ditte private che hanno in dotazione quel tipo di mezzi di trasporto aereo.
A loro dire, ed almeno in Italia, non vi era traccia.
L'unico modo era avvalersi della disponibilità di chi ne fosse in possesso.

In seguito, ricapitai da quelle parti in un paio d'occasioni.

Quando il cantiere, quello più a monte, era già avviato.

Una "stradaccia" come penso tu sia a conoscenza, in particolare passando dal nostro versante.

Infatti, convenirono da subito, che l'unica via adatta a far giungere il materiale con mezzi via terra, fosse quella sita nel comune attiguo.

Anche se il percorso si sarebbe inevitabilmente allungato.

In una di quelle ultime occasioni che mi sono recato in quel cantiere, ho assistito all'arrivo di un trasporto per mezzo di uno di quegli elicotteri, molto particolari.

Che parlando con il tipo della forestale, mi diceva che è molto utile per il trasporto di tronchi d'albero in zone molto impervie e o non servite da strade d'accesso.

In seguito, la nostra attenzione si è spostata sui cantieri più a valle, come ti ho accennato prima.

Fammi capire un'ultima cosa, che poi, visto che i dieci minuti sono passati da un pò, ti lasciò andare - gli dissi.

Appunto ! - rispose sorridendo.

Ma, il cantiere più a monte, hai detto di averlo visto ultimato, corretto ?

Si - rispose -.

Ma era senza particolari precauzioni, per esempio, era solo recintato, oppure, era dotato di video-sorveglianza, o addirittura di guardiani all'entrata ?

Guarda, ti dirò.

Per quello che ho visto io e ti ripeto che l'ho frequentato solo agli inizi dei lavori, era solo recintato, però ora che mi ci fai pensare, un mio collega che vi si era recato in seguito, mi disse che aveva trovato strano che all'entrata vi fossero dei personaggi che apparentemente controllavano il personale in entrata, seppur non chiedendo nessun documento.

Poi, mi disse che, riflettendoci un pò su, se lo spiegò con il di tutelare i materiali ed i macchinari presenti in loco.

Che effettivamente, erano di non poco valore.

Subito dopo, ringraziandomi per il caffè che gli avevo offerto, ma che si era ampliamente "sudato" mi salutò.

Ricambiai i saluti e gli dissi - Prometto che la prossima volta, sarà solo per un caffè.

Sorrise.

Appena mi ebbe lasciato, non provai nemmeno, a resistere dal chiamare il mio amico per riferirgli delle novità di cui ero riuscito a venire a conoscenza.

Provai a chiamarlo un paio di volte prima di riuscire a trovarlo.

Al terzo tentativo mi rispose.

Indovina chi ho incontrato stamattina - esordìi.

Non ne ho la più pallida idea - mi rispose, con un tono di voce sorpresa.

E si che lo sai, se ci pensi "un attimo", ci arrivi tranquillamente - dopo alcuni secondi di silenzio, "visto" che non riuscita a comprendere a chi mi riferissi, glielo spiegai.

Spiegandogli anche, ciò che lui mi aveva riferito con dovizia di particolari, ancora freschi nella mia memoria.

Il "bastardo" ( ), mi ha lasciato finire, fino in fondo, di esporre tutto ciò che avevo da dirgli.

E poi, candidamente mi fà, ridendo - Paolo, l'ho saputo un paio di giorni fà dell'acquedotto, sia da un tipo che era da "una vita" che non vedevo, sia da un vicino dei miei genitori, con cui mi sono fermato a scambiare quattro chiacchiere nel pomeriggio dello stesso giorno.

Non ti ho telefonato, perché contavo di venirti a trovare domani e parlartene di persona - e continuava a ridere

Gli risposi - Cioè, mi hai fatto parlare per più di 15 minuti al cellulare per raccontarti una cosa che tu sapevi già e non mi hai fermato ?

Beh ! Allora dillo che sei un "bastardo", no.

Di più - aggiunsi - con tanto di patente europea, sulle intenzioni

E poi, scoppiai a ridere.

Mandandolo a cagare, via etere

E terminando la conversazione

Il giorno dopo, come aveva detto per telefono, mi venne a trovare.

Come al solito, si parlò del più e del meno ed inevitabilmente, soprattutto della "divertente storiella" ( così l'avevamo appellata ), che ci aveva visti protagonisti involontari, ormai da più di sette mesi.

In quella occasione, scoprii tra l'altro, che quel vicino con cui aveva scambiato quattro chiacchiere, gli aveva raccontato che incuriosito dal vai e vieni di mezzi, era andato a "farsi un giro" fin su, quasi nell'appennino.

Ed arrivato nella vallata antistante la vetta, seguendo la strada rigorosamente sterrata che porta fino in fondo alla stessa.

È riuscito a vedere l'ingresso del cantiere più a monte e di sotterfugio, nascosto tra la boscaglia, notò gli stessi addetti di cui mi era stato accennato nella conversazione del giorno prima.

Gli dissi - sarà meglio che visto che conosci quei posti molto meglio di me e che da quelle parti ci vai spesso e quindi, "sei di strada".

Appena hai un attimo e munito di "fotocamera".

Da quelle parti. Ci fai un giretto. Ma per davvero.

Mi rispose - tu non hai idea di quanto mi "rode dentro" questa storia. Ma te l'ho già spiegato.

"Il tempo in quei luoghi, per me, è un tiranno".

Ma ti dirò, che a costo di prendermi un giorno di ferie, quando il tempo si sarà stabilizzato al bello..."giunti a questo punto", un "salto" ce lo voglio fare, assolutamente.

Io devo almeno provare a capire, fino a che punto di ciò che pensiamo di questa "storiella divertente", è realtà.

E di conseguenza, dove abbia inizio, la fantasia da "folli complottisti visionari".

Sempre che abbia un'inizio, ovviamente.

Gli risposi - Un inizio, ed anche conosciuto ( riferendomi alla data d'appalto dell'opera pubblica, ovvero, dell'acquedotto ), questa "storiella divertente" ce l'ha.

Per quanto riguarda una sua possibile fine.

Beh ! Cosa vuoi che ti dica, le probabilità di riuscire a scoprire la verità, sicuramente non sono a nostro favore, però d'altro canto, se non stiamo attenti, potremmo riuscire a comprendere, "per certo", quanto sia a rischio, la nostra "salute mentale"

Spero tu abbia compreso a cosa mi riferisco - aggiunsi.

Fece un cenno di assenso, sorridendo

Si continuò a parlare del più e del meno per un altro pò prima di salutarci.

In quel mese non ci si sentì più, nemmeno per telefono, a maggio lo rividi un paio di volte, ma nessuna novità all'orizzonte, neanche gli "amici notturni" si facevano più sentire e così fù anche per il mese successivo, tanto che a me era balenata in mente l'idea, che la cosa fosse finita lì.

Poi però, il mese di luglio mi riservò una sorpresa, a conferma della mia salute mentale

O quantomeno, tale a me è apparsa.

Continua...


Parte V/1.

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