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PANDORA'S TIMES parte CCXLVI

Prosegue dalla parte CCXLV . "Noi siamo Uno... TUTTO è UNO". Siamo polvere di stelle, ma di altre galassie: gli astrofisic...

venerdì 11 febbraio 2011

WIKILEAKS: NUOVA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI - Parte XXVII

Prosegue dalla parte XXVI.


Anonymous svela il piano per distruggere Wikileaks

febbraio 10th, 2011 by Redazione

Bank America dietro un progetto per sceditare il sito di Assange?
Sono addirittura tre agenzie di sicurezza privata americane incaricate di progettare una strategia simile alla macchina del fango: la Palantir Technologies, la Berico Technologies e la HBGary, hanno elaborato piani per ‘rendere innoquo WikiLeaks, elencando, tra i vari metodi, anche il rincorso a una campagna di delegittimazione. I piani dovevano essere proposti a istituzioni e società minacciate dalle rivelazioni di Assange.

ANONYMOUS NON CI STA - Una delle agenzie, la HBGary, ha pero’ commesso il fatale errore di pestare i piedi ad Anonymous, il gruppo di hacker internazionali sostenitori dichiarati del sito antisegreti. In che modo? HBGary Federal è una compagnia che opera nel settore della sicurezza e collabora con l ’FBI aiutandola nel tracciamento della rete di attivisti di cyber-crimine. Cosi’, proprio nei giorni del processo londinese di Julian Assange, che potrebbe arrivare a sentenza domani, i cyber-guerriglieri hanno risposto occhio per occhio: attaccando il sito della HBGary, rubando 44mila mail private e diffondendo su internet il memo incriminato.

Continua su: giornalettismo.it

A seguire, un altro articolo a tal riguardo, da altra fonte...

IL CASO

Hacker, Anonymous svela
"Un piano contro WikiLeaks"

Il gruppo di attivisti riesce a entrare nei database di un'azienda di sicurezza che lavora con il governo Usa. Pubblicate 44mila e-mail in cui si ipotizzano azioni per neutralizzare le rivelazioni di Assange con notizie false

Continua su: repubblica.it


WIKILEAKS: IL 24 FEBBRAIO DECISIONE GIUDICE SU ESTRADIZIONE ASSANGE

(ASCA-AFP) - Londra, 11 feb - Il giudice Howard Riddle comunichera' la decisione sull'estradizione in Svezia del fondatore di WikiLeaks Julian Assange il 24 febbraio. Lo rendono noto fonti del tribunale di Londra.

In Svezia Assange e' stato accusato di stupro nei confronti di due donne. Gli avvocati di Assange, che attualmente si trova in liberta' vigilata, hanno cercato di dimostrare che con l'estradizione il fondatore di Wikileaks correrebbe il rischio di essere consegnato agli Usa dove potrebbe finire a Guantanamo o essere condannato alla pena capitale per aver diffuso centinaia di documenti top secret. ghi/mcc/ss


ONLINE IL WIKILEAKS STORE

12 febbraio 2011

Wikileaks si dà all’e-commerce

di Giulio Passerini

Ieri Wikileaks, sulla fan page di Facebook, annunciava l’apertura ufficiale del Wikileaks store, dove per sostenere la causa sarà possibile acquistare gadget e cianfrusaglie col logo dell’associazione.

Subito ci è venuta in mente una certa famosa scena in cui Ficarra e Picone discutono della loro posizione da disoccupati nella società: “Effettivamente siamo due scomodi…” “Scomodi?! Siamo due rivoluzionari caro mio, come a She Guevara!” “Chi?” “She Guevara!” “E chi è?” “Non lo so uno che fa magliette”.

Eccoli qua i nostri coraggiosi rivoluzionari 2.0 alle prese con cappellini, ricchi premi e cotillon. In vendita tazze e magliette per tutte le taglie, felpe e borse, ombrelli, sciarpe e cappellini; c’è persino un Wiki-bear!

Ecco la rivoluzione formato tascabile e a portata di tutte le tasche: “Donne! È arrivato il rivoluzionario!! Con tutti i ricambi per i vostri pc d’annata! Vendiamo mouse, tastiere, tower, ombrelli, borsette per signoria, tazze, vestiti dell’ultima moda! Donne! È arrivato il rivoluzionario!! Approfittatene: due magliette al prezzo di una! Se mi cercate non mi trovate!”.

E va bene che per “fare la rivoluzione” servono i soldi, ma di ambulanti 2.0 non avevamo alcun bisogno.

Link articolo: oltrelostretto.blogsicilia.it

"Volete vedere che, alla fine dei giochi", tutta questa storia, non sarà stata altro che...

"Solo, un 'puro'...business" ?

Speriamo di no.


WIKILEAKS: USA SPIAVANO SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO

16:41 11 FEB 2011

(AGI) Copenaghen, 11 feb. - Gli Usa avevano informatori nel quartier generale della Nato a Bruxelles per spiare il segretario generale, il danese Anders Fogh Rasmussen, e il suo predecessore olandese, Jaap De Hoop Scheffer.
Lo rivelano alcuni documenti di Wikileaks pubblicati dal quotidiano norvegese "Aftenposten".
Le rivelazioni sono contenute in piu' di 250 cablogrammi che riportano a un clima da Guerra Fredda, in quanto le "soffiaate" riguardavano sempre i rapporti tra l'Alleanza e la Russia. Le fonti vicine al numero uno della Nato trasmettevano a Washington, tra l'altro, documenti confidenziali e informazioni sugli incontri con i leader di vari Paesi. Grazie ai suoi informatori, ad esempio, gli Usa vennero a conoscenza della proposta per un nuovo trattato sulla sicurezza inviata dalla Russia alla Germania e ad altri due Paesi europei nell'ottobre del 2008 e di cui l'allora segretario generale De Hoop Scheffer ottenne una copia. In un altro cablogramma, datato settembre 2009, un informatore fece avere agli Usa una lettera inviata da Rasmussen al capo dell'Allenza militare Collective Security Treaty Organization, sotto influenza russa, con una richiesta di stretta collaborazione. Questo permise agli Usa di esercitare pressioni sul segretario generale che poi, si apprende dal documento, lascio' perdere l'iniziativa. Nel dicembre del 2009, dopo una riunione a Mosca con il presidente russo Dimitry Medvedev e con il premier Vladimir Putin, Rasmussen dichiaro' che Mosca era pronta a collaborare con la Nato per un dialogo costruttivo in diversi ambiti. Un informatore rivelo' agli americani che in realta' il clima dell'incontro fu completamente diverso, e che Putin rimprovero' severamente Rasmussen chiarendo che la Russia non era interessata ad alcun tipo di collaborazione. (AGI).


Assange: 'Wikileaks ha influenzato rivolte mondo arabo'

13 febbraio, 12:44
Link: ansa.it

SIDNEY - Julian Assange si e' detto soddisfatto dell' "influenza significativa" che le rivelazioni del suo Wikileaks hanno avuto sulle rivolte in Tunisia che a loro volta hanno innescato quelle in Egitto e "sono state un esempio per lo Yemen e la Giordania". I dispacci diplomatici pubblicati da Wikileaks - che mettevano in questione il sostegno americano al presidente Ben Ali - hanno infuso sicurezza ai tunisini che si sono sollevati e hanno influenzato i paesi vicini, ha detto il fondatore parlando con il canale australiano Sbs.

"Mi sembra che sia stato confermato che gli elementi pubblicati da noi hanno avuto un'influenza significativa su cio' che e' avvenuto in Tunisia", ha detto Assange. "Inoltre - ha aggiunto - non c'e' alcun dubbio che la Tunisia e' stata un esempio per l'Egitto, lo Yemen e la Giordania e per tutte le manifestazioni che sono state fatte in seguito". Parlando da Londra, dove e' in attesa che la giustizia britannica si pronunci il prossimo 24 febbraio sulla domanda di estradizione formulata dalla Svezia, il fondatore di Wikileaks ha definito "estremamente gratificante" il risultato degli avvenimenti che si sono verificati in Medio Oriente.

Che Wikileaks, abbia contribuito a far si che, i popoli di quelle nazioni abbiano avuto conferme, in merito a quanto già pensavano riguardo le malefatte dei loro governanti, è cosa reale.

E la piena libertà e quindi, la volontà di conseguirla, a mio avviso, sono sempre cose buone, però, considerando anche i luoghi in cui questa rivoluzione sta avvenendo, il rischio che, ciò sia solo un timido "spicchio di Primavera", che precede una infernale "Estate di estremismo", anche, grazie all'aiuto degli "Agenti del Caos"...e delle loro, possibili, "armi".

"Armi", che potrebbero comprendere, Wikileaks.

Finanche, ad eventuali e per ora "imprevedibili", altri avvenimenti nell'area.

È "cosa", che potrebbe rivelarsi, come, altrettanto...reale.


Mentre sostengono la “Internet Freedom”, gli Usa continuano l’inquisizione contro Wikileaks

LIBERTÀ IN RETE. LE DUE MISURE DI WASHINGTON

Continua su: rinascita.eu


17/2/2011 - WIKILEAKS, SVOLTA NELLA DIFESA

Dershowitz "Difenderò Assange e la libertà di parola"

L'avvocato: gli Usa vogliono impedire il diritto di cronaca

CORRISPONDENTE DA NEW YORK

Ho accettato di difendere Julian Assange perché questa è la battaglia per la libertà di stampa nel XXI secolo». Il giurista liberal di Harvard Alan Dershowitz parla al telefono dal suo studio di Boston e non adopera mezzi termini per spiegare le ragioni che lo hanno portato a entrare nel collegio legale del fondatore di Wikileaks, considerato dalla Casa Bianca un nemico pubblico degli Stati Uniti a causa della recente divulgazione di centinaia di migliaia di documenti segreti del Pentagono e del Dipartimento di Stato.

Continua su: lastampa.it


ESCLUSIVA

Espresso e Repubblica, nuovi cablo WikiLeaks da domani in edicola e sul web i file segreti

In esclusiva mondiale oltre 4 mila documenti sui rapporti tra Italia e Stati Uniti dal 2002 all'aprile 2010. Uno squarcio impressionante di notizie finora rimaste nascoste

UNA nuova ondata di cablogrammi della diplomazia americana sull'Italia provenienti da Wikileaks. Sono oltre 4 mila file che rivelano tutta la verità sui rapporti tra Italia e Stati Uniti dal 2002 (Berlusconi premier) all'aprile 2010 (di nuovo Berlusconi a Palazzo Chigi, interrotto dai due anni di Prodi). Documenti riservati e segreti che analizzano ogni snodo della vita del nostro Paese vista da Washington, grazie a colloqui diretti con ministri, parlamentari, funzionari, top manager. Il risultato è uno squarcio impressionante di verità finora tenute nascoste sulla nostra politica estera, sui rapporti di forza in Italia, i suoi esponenti, fino allo scontro politico nel nostro Paese.

Da domani in esclusiva mondiale L'espresso (in versione integrale) e Repubblica inizieranno a pubblicare i nuovi cablo. E ogni giorno su Repubblica.it e sul sito de L'espresso uno speciale online per consultare le nuove rivelazioni.

I temi al centro delle rivelazioni di Wikileaks sono numerosissimi. Si parla naturalmente (e Moltissimo) di Silvio Berlusconi. I rapporti trasmessi dall'ambasciata di Roma personalmente a Barack Obama e al segretario di Stato Hillary Clinton rivelano quello che gli americani pensano realmente del nostro premier: descrivono il suo modo di fare politica, le sue debolezze, i suoi punti di forza. Riconoscendo di avere ottenuto in Italia grazie a lui risultati oltre ogni aspettativa.

I file analizzano nel dettaglio ogni retroscena della nostra politica estera: dall'Afghanistan al Libano, dalla preoccupazioni per i rapporti con la Russia al braccio di ferro con l'Iran. I documenti forniscono un ritratto sorprendente di tutti i protagonisti: Napolitano, Fini, La Russa, Letta, Frattini, Bossi, D'Alema, Prodi, Veltroni, Ciampi. Con la descrizione di ogni passaggio chiave delle vicende nazionali attraverso gli incontri riservati tra i diplomatici Usa e ministri, segretari di partito e alti dirigenti.

Link articolo: repubblica.it


Nella tana di Wikileaks

Un 'anonima casa di campagna, fuori dal mondo, piena di computer. Da cui però è impossibile collegarsi a Internet, perché i file segreti non siano mai raggiunti da nessuno. E' qui che ci sono stati consegnati i cablo sull'Italia

(18 febbraio 2011)

Lui è in trappola. Confinato in una prigione dorata nel Norfolk, a tre ore da Londra, in attesa dell'udienza per l'estradizione in Svezia, dove è accusato di stupro. Ma i suoi pirati non si fermano. Continuano a far filtrare i cablogrammi che hanno buttato all'aria la diplomazia mondiale.
E preparano nuovi colpi. All'ultimo appuntamento con "L'espresso", nella centrale di WikiLeaks la tensione per la sicurezza era palpabile.
Collaboriamo con loro da oltre due anni, da quando erano ancora un esperimento poco noto, ma le regole per il rendez-vous sono severe: niente telefono o mail per fissare l'incontro.

Un'auto ci ha accompagnato in un'anonima casa di campagna, popolata più da computer che da esseri umani. Un posto fuori dal mondo, dove è impossibile collegarsi a Internet. Paradossale: nel regno di WikiLeaks non si può andare in Rete. "È voluto", ci spiegano: i computer che custodiscono i documenti segreti non devono mai essere on line, è l'unico modo per impedire a hacker e servizi di intelligence di penetrare nei database.

Continua su: espresso.repubblica.it


A seguire la parte XXVIII.

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