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CRISI: "A Pochi Passi dal Baratro"/50

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martedì 23 marzo 2010

IPOTESI DI COMPLOTTO parte CX

Prosegue dalla parte CIX. Geopolitica...Furia dei coloni, moschea a fuoco Sale tensione dopo congelamento degli insediamenti 12 dicembre, 00:02 di Alessandro Logroscino TEL AVIV - ( ANSA ) - Fiamme vere nella moschea di Yassuf, fiamme metaforiche (ma nemmeno poi tanto) nel resto della Cisgiordania, dove la furia dei coloni ebrei contro il congelamento dei loro insediamenti - temporaneo e parziale - deciso dal governo israeliano rischia di dar fuoco alle polveri. L'ultimo cerino lo ha messo il commando che alle prime luci di oggi ha appiccato un incendio in un luogo di preghiera, innescando una spirale di reazioni al calor bianco. Teatro del raid la moschea del villaggio palestinese di Yassuf, a est della cittadina cisgiordana di Salfit, dove gli aggressori - animati da evidente intento provocatorio - hanno dato fuoco a tappeti rituali e copie del Corano, lasciandosi alle spalle graffiti intimidatorii sui muri: con scritte in ebraico grondanti minacce tipo 'Cominciate a pagare il prezzo, saluti da Eli'; o persino - stando a testimonianze non confermate dalla polizia - 'Vi bruceremo tutti'. Il capo del villaggio, Abdel Rahim Musleh, ha puntato subito il dito contro i coloni ultrà del vicino insediamento di Tapuah, mentre il responsabile dell'amministrazione distrettuale, Munir Abushi, ha accusato le forze di sicurezza israeliane di fare "poco per proteggere i civili palestinesi". Il risentimento si è sfogato in un immediato moto di protesta, degenerato in sassaiola e tafferugli con reparti militari, intervenuti a colpi di gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere i più esagitati. Un episodio in fondo contenuto (un paio di feriti fra i dimostranti e un soldato contuso), ma che non esaurisce il clima di tensione e di recriminazione. Le stesse autorità israeliane se ne sono mostrate consapevoli, condannando con parole forti il rogo, annunciando indagini severe e promettendo la punizione dei responsabili. L'assalto alla moschea è opera di "estremisti che vogliono minare gli sforzi del governo per rilanciare il processo (di pace) e assicurare un futuro a Israele", ha tuonato il ministro della Difesa, Ehud Barak. Mentre anche Dany Dayan, uno dei tribuni ufficiali della rete dei coloni, ha parlato di "atto sbagliato e balordo". Il Consiglio regionale (dei coloni) della Samaria ha viceversa minimizzato l'accaduto come "l'azione di qualche eccentrico o provocatore". Mentre altre voci hanno attribuito le violenze a poche 'mele marce', malgrado l'aggressione di oggi rappresenti il terzo attacco a proprietà palestinesi in una sola settimana di proteste dei coloni contro la moratoria. Dal fronte opposto, il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen (Mahmud Abbas), ha definito la profanazione della moschea "un crimine barbaro". "Israele, ha incalzato, deve fermare l'escalation selvaggia dei coloni". Attivisti israeliani di gruppi pacifisti e di sinistra sono intanto scesi in strada oggi stesso in solidarietà con i palestinesi a Gerusalemme est (la parte a maggioranza araba della città, la cui annessione a Israele non è riconosciuta dalla comunità internazionale), nel rione conteso di Sheikh Jarrah. E neppure in questo caso sono mancati scontri con la polizia, quando i manifestanti (21 dei quali alla fine arrestati) hanno cercato di compiere un'incursione in una casa araba passata recentemente nelle mani del movimento dei coloni. Movimento verso cui 'Peace Now' ha invitato il governo a mostrare fermezza almeno sul congelamento di 10 mesi delle attività edilizie negli insediamenti (Gerusalemme est esclusa) annunciato di fresco da Netanyahu su pressione Usa. Ma al quale il ministro e 'figlio d'arté Benny Begin - uno dei falchi del partito del premier (Likud) - è parso al contrario voler rivolgere una strizzata d'occhio. Assicurando che "non di vero congelamento si tratta". E che nei prossimi 10 mesi esso non impedirà a 10.000 nuovi coloni di aggiungersi ai 300.000 già installati in Cisgiordania. E poi...Berlusconi colpito da un pugno Il premier si e' accasciato a terra, fermatoun uomo 13 dicembre, 18:58 (ANSA) - MILANO, 13 DIC - Silvio Berlusconi e' stato colpito al volto da un pugno.Il premier si e' accasciato per terra ed e' stato immediatamentecaricato in auto. Il responsabile del gesto, un uomo, e' stato fermato. E' stato portato in questura. In un primo momento si era diffusa la voce che avesse colpito il premier con una riproduzione del Duomo. L'oggetto e' caduto dalle mani dell'uomo quando lo hanno fermato e non e' escluso che lo avesse stretto nel pugno quando ha colpito. DA 10 ANNI IN CURA PSICHIATRICA TARTAGLIA HA AGITO DA SOLO...( repubblica.it ).Dichiarazioni...il padre : "Frutto del clima negativo in Italia"- e non nega - "Massimo è uno psicolabile" ...agenti della Digos, che lo hanno interrogato per tre ore : "Sembra più un gesto isolato, frutto di un disagio psichico piuttosto che un tentativo di aggressione organizzato". A seguire la parte CXI.

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