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lunedì 11 marzo 2019

CRISI: "A Pochi Passi dal Baratro"/52

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Le tribolate vie della Brexit...

May s'inchina ai falchi, 'Ue riapra accordo su Brexit'


Scommessa su ricompattamento Tory entro il 13 febbraio. Gelo a
Bruxelles. Irlanda, accordo non è rinegoziabile

29 gennaio 2019 23:58

I Comuni haanno datto a Theresa May per "tornare a Bruxelles" con il suo piano B sulla Brexit e cercare di ottenere dall'Ue nel giro di due settimane, entro il 13 febbraio, ciò che non le è riuscito di portare a casa in due anni. Ossia un accordo non dissimile da quello chiuso a novembre con l'Ue - ma poi affondato a Westminster in sede di ratifica - purché alleggerito dei vincoli del backstop sul confine aperto in Irlanda per renderlo digeribile a una maggioranza risicata di deputati con l'auspicato ritorno all'ovile dei falchi Tory brexiteers e dagli alleati unionisti nordirlandesi del Dup.

Un obiettivo - che si associa peraltro a un primo impegno esplicito contro lo spettro di un no deal e a un mezzo disgelo almeno su questo punto con il leader laburista Jeremy Corbyn - rispetto a quale l'Europa chiude in ogni modo seccamente la porta: non si rinegozia nulla, taglia corto Donald Tusk. Come puntello "per rendere chiaro all'Ue ciò che il Parlamento britannico vuole", la premier si appoggia a un emendamento alla mozione con cui oggi ha avviato la ripresa del dibattito ai Comuni che impegna il governo a tornare alla carica con l'Ue per provare a strappare "soluzioni alternative" al backstop.

In attesa della ripresa dei contatti diretti con May, che Downing Street ha annunciato da subito, il presidente francese Emmanuel Macron è il primo a rispondere picche. E dopo il voto ai Comuni tocca al presidente del Consiglio europeo chiarire: "L'accordo raggiunto è e resta il migliore ed unico modo per assicurare una uscita ordinata della Gran Bretagna dall'Ue. Il backstop è parte di quell'accordo, che non è aperto a nuovi negoziati".

Il percorso indicato da lady Theresa per districarsi dallo stallo in casa sua non esclude d'altronde l'ipotesi di un buco nell'acqua. Tanto da prevedere fin d'ora che ella torni in aula il 13 febbraio in tutti i casi. Sia con un nuovo accordo saltato fuori per miracolo; sia con una dichiarazione di fallimento accompagnata da ulteriori proposte sul da farsi: entrambi "emendabili" ed entrambi da sottomettere a un nuovo voto. Un voto che a quel punto sarà cruciale, a differenza di quelli indicativi di oggi. Ma la cui attesa non scioglie certo il velo dell'incertezza sulle alternative eventuali.

Irlanda, accordo non è rinegoziabile - Il governo di Dublino ha diffuso in serata una nota ufficiale dopo il voto a Westminster in cui si afferma: "La posizione dell'Ue sull'accordo per l'uscita del Regno Unito, che comprende il backstop, è scritta nelle conclusione della riunione di dicembre del Consiglio europeo. Non è cambiata. L'accordo non è rinegoziabile".

Link notizia: ansa.it
Rispolverando reali piani d'emergenza per Reali usufruitori...

Hard Brexit, la regina Elisabetta
sarebbe messa in salvo


I giornali britannici svelano dei piani per evacuare la Famiglia Reale in
caso di rivolte per un'uscita senza accordi

Continua su: repubblica.it

Resoconti di spiragli - di parte - in sempre tribolate vie d'uscita...

Brexit: Regno Unito ottiene garanzie
"legalmente vincolanti"


Intesa sul backstop per il confine irlandese. Oggi il voto in Parlamento
dopo il parere dell’attorney general, Geoffrey Cox. Corbyn contro
l'accordo

dal nostro corrispondente ANTONELLO GUERRERA

Continua su: repubblica.it

Nuove bocciature parlamentari...

Brexit: Westminster boccia accordo May


391 i deputati contrari, solo 242 quelli favorevoli

12 marzo 2019 20:26

(ANSA) - LONDRA, 12 MAR - La Camera dei Comuni britannica ha bocciato stasera per la seconda volta l'accordo sulla Brexit patrocinato dal governo Tory della premier Theresa May. I deputati a favore sono stati 242, quelli contrari 391. Lo scarto è stato di 149 voti, inferiore rispetto ai meno 230 del primo tentativo andato a vuoto a gennaio con la peggiore sconfitta mai subita da un governo di Sua Maestà nella storia moderna del Regno Unito.

Opzioni...di parte...

Se la Brexit sta spaccando Londra,
non possiamo permettere che
l’Europa faccia la stessa fine


A quasi tre anni dal referendum il parlamento è bloccato e un grande
paese come la Gran Bretagna si sta coprendo di ridicolo sullo scenario
internazionale

di James McGrory*

Continua su: corriere.it

1 commento:

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