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NOSTRADAMUS - "Le Sestine, Nuove idee, Nuove datazioni/53"

Continua da questo post . È interessante notare...in merito alla quartina 62 della seconda centuria (di seguito riportata ed interpretata...

giovedì 5 marzo 2020

PANDORA'S TIMES - Medio Oriente: "In Attesa, della Giusta Scintilla...e della 'Gloria', che Verrà"/247

Prosegue dalla parte 246.


Ampie, pesanti e prolungate scintille tra più attori...finanche, "Come l'iniziar almeno e ciò che ne consegue, di talune antiche profezie", nel assai martoriato teatro siriano, ed oltre...

Scontri Turchia-forze Siria, decine morti


Erdogan, 'uccisi 35 militari Damasco'. 'Mosca non si opponga'

03 febbraio 2020 09:01

(ANSA) - ANKARA, 3 FEB - Violenti scambi di artiglieria fra esercito turco e forze di Damasco nella provincia siriana di Idlib: almeno sei soldati dell'esercito turco sono caduti sotto le cannonate delle forze del regime di Damasco, secondo quanto comunicato dall'Osservatorio siriano per i diritti umani (quattro secondo il ministero della Difesa di Ankara). Nella quasi immediata risposta turca sono morti almeno 30-35 soldati siriani, secondo quanto comunicato alla stampa dallo stesso presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Il presidente turco ha anche rivolto un monito alla Russia: "Voglio dire alle autorità russe che il nostro bersaglio non siete voi, ma il regime. Non opponetevi", ha detto Erdogan.

MEDIO ORIENTE

Siria, uccisi 33 soldati turchi a Idlib
L’ira di Ankara ma Mosca è con Assad


Alle bombe dell’aviazione siriana hanno risposto le artiglierie turche. Putin invia due navi da battaglia armate di missili. La crisi si aggrava

di Lorenzo Cremonesi

Continua su: corriere.it

- Il ricatto della Turchia all’Europa sui
migranti e sulla Siria



"Interessanti letture" (sempre a mio umile parere ovviamente)...mentre in Medio Oriente - ma non solo in quei luoghi, vedete per esempio gli ultimi lanci missilistici nordcoreani - continuano gli atti di guerra (lanci missilistici degli Houti verso l'Arabia Saudita e risposte e la situazione al confine Turco-Siriano anche in tempi di Pandemia Globale...

Trump e il suo ‘riposizionamento’ delle truppe: abbiate almeno il coraggio di
chiamarla ‘ritirata’


Robert Fisk
independent.co.uk

Pochi riescono dimenticare le parole di una collaboratrice laburista di Tony Blair, poche ore dopo la distruzione del World Trade Center l’11 settembre. “Oggi è il giorno buono per liberarci di tutto ciò che vogliamo seppellire,” aveva scritto Jo Moore. Donald Trump, ovviamente, la pensa allo stesso modo.

Mentre la pandemia di coronavirus imperversa in lungo e in largo per l’America, ha ordinato alle truppe statunitensi di abbandonare tre importanti basi militari in Iraq, per risparmiare loro ulteriori attacchi da parte dei combattenti iracheni sciiti sostenuti dall’Iran.

Trump si è sempre vantato della necessità di un ripiegamento, ma questa è una ritirata bella e buona. La versione ufficiale, secondo cui che gli Stati Uniti stanno “riposizionando [sic] le truppe da alcune basi minori,” è quasi altrettanto ridicola quanto quella dell’abbandono definitivo di Beirut da parte degli Stati Uniti nel 1984, dopo che, per mesi, erano rimasti sotto il fuoco delle milizie sciite. Poco meno di quarant’anni fa, gli Americani avevano detto che stavano “riposizionando le navi in mare aperto.”

Come il “riposizionamento” di Napoleone da Mosca. O il “riposizionamento” britannico da Dunkerque. Ora le forze statunitensi si “riposizioneranno” dalle loro basi di al-Qaim, Qayyarah e dalla base K-1 vicino a Kirkuk, in Iraq. Come nel “riposizionamento” di George Washington da Brooklyn Heights nel 1776, suppongo, o nel “riposizionamento” britannico da Kabul nel 1842.

Nel 1984, il presidente Reagan aveva detto che gli Americani non avrebbero “tagliato la corda” dal Libano. Ma lo avevano fatto. Nel gennaio di quest’anno, Trump aveva detto, parlando dell’Iraq: “Se partiamo, ciò significherebbe che l’Iran avrebbe un punto d’appoggio molto più grande [sic].” Stava cercando di minimizzare una lettera scritta dal Generale di Brigata del Corpo dei Marines, William Seely, che aveva appena detto la verità sulla strategia degli Stati Uniti al vicecomandante del Comando iracheno per le operazioni congiunte, il maggiore generale Abdul Amir. La coalizione guidata dagli Stati Uniti, aveva scritto Seely alla sua controparte irachena, “riposizionerà le truppe nel corso dei prossimi giorni e settimane per prepararsi all’operazione successiva.”

Continua su: comedonchisciotte.org

Lascio giusto l'ormai solito link di news...conosciuto, a tema, così, per ogni evenienza...

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