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PANDORA'S TIMES parte CCXLVI

Prosegue dalla parte CCXLV . "Noi siamo Uno... TUTTO è UNO". Siamo polvere di stelle, ma di altre galassie: gli astrofisic...

martedì 8 novembre 2011

PANDORA'S TIMES - Medio Oriente: "In Attesa, della Giusta Scintilla...e della 'Gloria', che Verrà"/2

Prosegue dalla parte 1.


Il punto di vista dei tedeschi...

Germania: contraria ad intervento in Iran

Martedì 08 Novembre 2011 11:40

Il governo tedesco si e' detto contrario a un eventuale intervento militare in Iran. Lo ha riferito oggi a Berlino un portavoce del ministero degli Esteri, Andreas Peschke. Nel caso Teheran non rispetti i suoi obblighi di trasparenza sul programma nucleare, la Germania sarebbe favorevole ad aumentare la pressione politica e diplomatica, ha riferito Peschke.

Per il portavoce le informazioni secondo cui Israele starebbe preparando un attacco alle centrali nucleari iraniane sono pure speculazioni, sulle quali il governo tedesco non intende prendere posizione. Tuttavia il programma nucleare iraniano e' fonte di grande
preoccupazione, ha aggiunto.

Link: focusmo.it


"Precisazioni israeliane...che, se la traduzione è fedele e 'se lette bene', a mio parere, non sono per nulla tranquillizzanti"...

Nucleare: Iran, Barak, non vogliamo guerra

Per ministro Difesa Israele non esposto pericolo 'esistenziale'

08 novembre, 11:29

(ANSA) - TEL AVIV, 8 NOV - Israele non e' esposto ad alcun ''pericolo esistenziale reale''. Lo ha detto il ministro della difesa Ehud Barak alla vigilia della pubblicazione del rapporto Aiea sul nucleare iraniano. Israele, ha aggiunto, non ha per il momento deciso alcuna operazione: ''La guerra non e' un picnic, noi vogliamo i picnic, e non la guerra''. Se tuttavia Israele si trovasse coinvolto suo malgrado in un conflitto, l'entita' delle perdite
umane sarebbe ristretta: ''Non 50 mila, non 5.000, nemmeno 500''. (ANSA).

Poiché "alcuni", la dichiarazione sopra esposta, ed in particolare, le ultime due frasi, potrebbero interpretarla come segue...

"Noi non abbiamo l'imminente necessità di attaccare nessuno, ma...se eventualmente, causa minaccia ritenuta incombente, ciò si dovesse rendere necessario, come d'altronde, è già accaduto in Iraq ed in Siria, ci riserviamo di agire là dove tale minaccia si evidenzi, con un'azione mirata ('picnic').

Se a tale azione, vi saranno ritorsioni nei nostri confronti, sappiate che le conseguenze, verso "chi o coloro compirà/anno" un tale atto, saranno 'infinitamente' superiori ai danni che noi subiremo.

Noi siamo pronti, ad ogni evenienza."

Perche l'Iran fa paura


Martedì 08 Novembre 2011 18:20

L’Iran ha sviluppato dei missili di tipo Scud con l’assistenza della Corea del Sud, i Shahab-1 e Sahab-2. La loro portata è rispettivamente di 300 e 500 kilometri. Il Shahb-3 è un missile balistico a carburante liquido derivato dal missile nord coreano Nodong. La sua portata è di 1 300 a 2 000 kilometri nella sua versione più recente.
Potrebbe raggiungere Ankara, Karachi, Riyadh e Tel Aviv.

Secondo i servizi israeliani, dei missili Shahab IV, V, VI sarebbero in corso di sviluppo. I Shahb-3 hanno un peso di 17000 kilogrammi e misurano 16 metri. Sono capaci di trasportare una carica di 760 a 1 200 kilogrammi. Potenzialmente la sua testata potrebbe essere chimica, biologica o forse anche nucleare

Link: focusmo.it

IL CASO

L'accusa del rapporto
Aiea
"L'Iran sta realizzando
ordigni nucleari"


L'Agenzia per l'energia atomica : Teheran sta pianificando sperimentazioni per condurre un test nucleare militare. "Aiutati da un esperto russo".
Secca la replica: "Sono notizie false e vecchie". Ma anche un monito: "Gli Stati Uniti non potranno colpirci senza pesanti ritorsioni"

Continua su: repubblica.it

"Ed ecco il rapporto, pubblicato in lingua inglese, quando ancora dovrebbe essere segreto"...

The New IAEA Report On Iran

Interessante, anche il cablogramma di Wikileaks, presente sempre al link qui sopra e riguardante l'attuale direttore dell'AIEA, ed...almeno, un passaggio in esso contenuto.

Teheran respinge le accuse: 'Pronti a reagire'

'Rapporto tendenzioso'. Ahmadinejad: 'Nessun passo indietro'

08 novembre, 21:07

di Luciana Borsatti

TEHERAN - Un rapporto "squilibrato, non professionale e politicamente motivato". Quando ormai a Teheran é notte da tempo, e dopo una giornata di attesa per l'uscita dell'ultimo rapporto dell'Aiea sul programma nucleare iraniano, é Ali Asghar Soltanieh, l'inviato presso la stessa Agenzia per l'energia atomica, a pronunciare la prima reazione ufficiale. E a dire che il documento non contiene nulla di nuovo, che l'Aiea ha voluto pubblicarlo nonostante la disponibilità di Teheran ai negoziati e che danneggerà la reputazione della stessa agenzia.

Continua su: ansa.it

"L'Eventuale...Audace, Inedito...ed 'Obbligato', Piano d'Attacco"...

E Israele pensa ad 'armada volante'


Gli scenari evocano lampi sinistri, Barak nega per ora ipotesi di guerra

08 novembre, 20:23

di Aldo Baquis

TEL AVIV - Una 'armada volante' - forte di almeno 100 aerei da combattimento - e una pioggia di missili balistici Jericho sono gli strumenti a cui Israele potrebbe ricorrere per esorcizzare la minaccia nucleare iraniana, se l'opzione delle sanzioni dovesse rivelarsi ai suoi occhi inefficace.
Oggi - nel giorno in cui il rapporto dell'Aiea ha confermato tutte le preoccupazioni della comunità internazionale sullo sviluppo da parte dell'Iran di armi nucleari - il governo israeliano è tornato a sollecitare la comunità internazionale ad adottare sanzioni "paralizzanti" e "micidiali" verso Teheran.
Il ministro della Difesa Ehud Barak ha assicurato che per ora un attacco militare non è in agenda.
Ma da tempo - su internet e non solo - circolano apocalittici scenari di guerra: scenari che, seppur non sempre attendibili, consentono almeno di aprire uno squarcio sul 'Bor', la sala di comando delle operazioni militari scavata nelle viscere della terra, sotto il Ministero della Difesa, a Tel Aviv.

LA 'ARMADA VOLANTE' - Pochi Paesi hanno mai immaginato nella storia un attacco del genere, azzarda uno di questi scenari. All'ora prescelta si leveranno in cielo cento apparecchi, fra aerei da combattimento, da intercettazione, da rifornimento, da guerra elettronica e altri ancora.
Prima di lanciarsi verso est, i piloti daranno un ultimo sguardo al loro Paese: secondo questa ricostruzione, uno su tre non tornerà dalla missione. Gli aerei F16i e F15i sono del resto in grado di raggiungere l'Iran senza rifornimenti in volo anche con un carico di ordigni, ha affermato in questi giorni la Tv commerciale israeliana.

LA ROTTA DI VOLO - Due anni fa uno studio dettagliato delle opzioni militari di Israele aveva identificato tre rotte di attacco: una lungo il confino turco-siriano; un'altra sulla Giordania; una terza su Arabia Saudita ed Iraq. Nel frattempo le relazioni con la Turchia si sono molto deteriorate, mentre l'attenzione della Siria si è spostata sulle questioni interne. Questi sviluppi potrebbero essere presi in considerazione dagli strateghi di Israele, che peraltro già nel 2007 colpirono una installazione nucleare in Siria senza che i sistemi di difesa di Damasco si rendessero tempestivamente conto dell'incursione.

GLI OBIETTIVI DA COLPIRE - "Se costretto ad agire da solo - osserva Efraim Kamm, del Centro di studi strategici dell'Università di Tel Aviv - Israele è d'altronde in grado di portare a termine una sola ondata di attacchi" sull'Iran. Dunque la selezione degli obiettivi - che i vertici iraniani hanno disperso sull'intero territorio e spesso protetto sotto terra - risulta determinante.
Secondo uno degli scenari apparsi su internet, Israele non cercherà quindi di distruggere l'intera rete degli stabilimenti nucleari iraniani, ma solo quelli ritenuti d'importanza critica: le località che vengono spesso menzionate sono Natanz, Isfahan, Kom, Arak. Quanto alla centrale di Bushehr, vi è chi ritiene che vada risparmiata, per non provocare una fuga di materiale radioattivo.
In questa fase potrebbero entrare in azione i missili Jericho II e Jericho III, contro i quali l'Iran risulta impotente. Per intaccare gli obiettivi principali, dovrebbero esserne impiegati diverse decine. Ma in realtà anche in questo caso il successo d'Israele non sarebbe assicurato, avvertono numerosi analisti. Perché le cognizioni accumulate dagli scienziati iraniani rimarrebbero intatte, mentre i danni materiali delle incursioni potrebbero essere riparati in due anni al massimo.

L'EFFETTO PSICOLOGICO - Israele deve dunque prefiggersi pure "un effetto psicologico": con un attacco così dirompente (e inevitabilmente sanguinoso nei suoi effetti sulla popolazione civile) da dissuadere ogni futuro dirigente iraniano dal riprendere in mano progetti nucleari. La traduzione in termini pratici di questo concetto confina - negli scenari più estremi - con la science-fiction. Si parla di raid sulle infrastrutture del Paese, e forse anche contro la sua leadership politica.

UN SALTO NEL BUIO - Le incognite di un attacco del genere restano comunque infinite. Oltre alla prevedibile reazione dell'Iran e dei suoi alleati regionali (Hezbolalah e Hamas) sulle città d'Israele o su obiettivi all'estero, l'azione preventiva appare in effetti a molti esperti una roulette russa. Se fallisse, o riuscisse solo in parte minima, l'effetto sarebbe un'ulteriore radicalizzazione del regime degli ayatollah. L'esperienza insegna inoltre che quando fu attaccato dall'Iraq di Saddam, l'Iran reagì con una guerra caparbia di otto anni. Mentre Israele sa che un conflitto di un mese è già superiore alle capacità d'assorbimento delle proprie retrovie.

Link articolo: ansa.it

Articolo veramente interessante.

Ma visto il dominio pubblico, acquisito da questo piano, non penso che...se attacco alle infrastrutture iraniane da parte di Israele vi sarà...l'azione si svolga, quantomeno esattamente come sopra esposto.

Anche se, potrei sempre "meravigliarmi" del contrario.

Per dire...

"Crei un piano audace ed inedito...ad effetto, tenendo in debita considerazione, sia le tue potenzialità, sia le possibilità in quanto a rotte di volo, poi lo rendi di dominio pubblico...'come a bruciarlo'.

Ma quello è il Piano."



A seguire la parte 3.

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