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ONU PRONTO A CONTATTI CON EXTRATERRESTRI - Parte LVII

Prosegue dalla parte LVI . "Oh! Com'è dolce lo studiar, di potenzialmente abitabili pianeti...in particolari allineamenti"....

mercoledì 14 luglio 2010

PANDORA'S TIMES parte XXXVIII

Prosegue dalla parte XXXVII.

Nuovo Ordine Mondiale.

TOTALITARISMO, CASTA SCIENTIFICA E CONTROLLORI DEL MONDO

Nel 1932, Aldous Huxley scrisse il suo romanzo di fantascienza “ Brave New World,” “Il Mondo Nuovo”, in cui osservava l’emergere delle dittature scientifiche del futuro. Nel suo saggio del 1958, “Brave New World Revisited,” (Rivisitazione del Mondo Nuovo) Huxley esaminava dove era ora arrivato il mondo, nel breve lasso di tempo da quando il libro era stato pubblicato e dove il mondo stava dirigendosi.

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Lunghe guerre e ripensamenti...

Iran/ Think thank: attacco israeliano causerebbe una lunga guerra.
E non fermerebbe il programma nucleare.
Roma, 15 lug. (Apcom) - Un eventuale attacco da parte di Israele contro gli impianti nucleari iraniani porterebbe a una lunga guerra e non impedirebbe al regime degli ayatollah di fabbricare la bomba atomica. E' questa la conclusione a cui giunge un rapporto dell'Oxford Research Group, un think thank indipendente britannico, sugli effetti di un intervento militare contro l'Iran ('Military action against Iran: impact and effects').
"Un attacco israeliano contro l'Iran sarebbe l'inizio di un conflitto prolungato che difficilmente impedirebbe l'eventuale acquisizione di armi nucleari da parte dell'Iran, e potrebbe anzi incoraggiarla" afferma il rapporto. Un intervento militare renderebbe anche instabile la situazione nella regione mediorientale, con imprevedibili conseguenze sulla sicurezza.
Secondo il rapporto, stilato da Paul Rogers, docente di studi sulla pace all'Università di Bradford, un attacco militare contro l'Iran da parte degli Stati è altamente improbabile, mentre Israele ha perfezionato negli ultimi anni le sue capacità offensive.

IN LIBANO SI PREPARA LA GUERRA : LA FARÀ HEZBOLLAH IN NOME DELL'IRAN...
( ilgiornale.it ).

Iran/ Russia: contratto per vendita missili S-300 finora resta.
Chemezov: "deve essere una decisione del presidente".
Mosca, 15 lug. (Apcom-Nuova Europa) - E' ancora in essere il contratto per la vendita di armi all'Iran.
Si tratta di un affare da 800 milioni di dollari al quale - a quanto pare - Mosca non intende rinunciare tanto facilmente. Sergei Chemezov il capo della Russian Technologies Corporation lo ha detto ai giornalisti giunti a Ekaterinburg per il vertice russo tedesco tra Angela Merkel e Dmitri Medvedev.
Alla domanda se il contratto sarà chiuso, Chemezov ha specificato: "deve essere una decisione del presidente", pur annotando che "non è stato annullato finora", ha detto. La Russia ha approvato le sanzioni contro l'Iran volute dal Consiglio di sicurezza dell'Onu e Medvedev tre giorni fa ha avanzato sospetti sulla possibilità sempre più reale che l'Iran abbia il "potenziale" sufficiente per una bomba atomica. Ma tale punto di vista non sembra impedire al governo guidato da Vladimir Putin di promettere pure forniture di prodotti petroliferi all'Iran, come sottolineto ieri del ministro dell'Energia Sergey Shmatko, in chiaro contrasto con la parte americana: le recenti sanzioni Usa in aggiunta alla nuova risoluzione delle Nazioni Unite adottata il 9 giugno dalle cinque potenze del Consiglio di Sicurezza, impediscono alle imprese straniere di aggiudicarsi appalti con il governo americano, se intrecciano affari con l'Iran.
Quanto poi agli armamenti, la fornitura di S-300 è da tempo tema di discussione: essendo sistemi missilistici di difesa secondo alcuni non dovrebbero rientrare nelle sanzioni. Ma ovviamente una fornitura sarebbe un capitolo molto imbarazzante per Mosca che tenta di acquistare nuova credibilità a occidente.
Tanto più che come Washington, anche l'UE ha deciso di imporre sanzioni, che dovrebbero essere ultimate il 26 luglio. Gli europei vogliono il divieto di nuovi investimenti, trasferimento di tecnologie, attrezzature e servizi nei settori del petrolio e del gas. Un vero danno per l'Iran che pur essendo il quarto più grande produttore di greggio al mondo, non ha una raffineria sul proprio suolo nazionale, e dipende quindi fortemente dalle importazioni per il suo approvvigionamento di benzina e di prodotti raffinati. Mosca aveva espresso la sua insoddisfazione alla fine di giugno per le misure adottate da Washington e Bruxelles.

RUSSIA AGGIRA EMBARGO USA E VENDE BENZINA A IRAN.

Sembrerebbe...

"Come da copione".

"Segreti informatori pentiti",assurdi sondaggi volti a perorare la causa e "tentati furti"...

IRAN : "NY TIMES", AMIRI ERA UN'INFORMATORE DELLA CIA.
09:13 16 LUG 2010
(AGI) -New York, 15 lug. - Shahram Amiri, lo scienziato nucleare iraniano scomparso per un anno che sostiene di essere stato rapito da agenti degli Stati Uniti, era stato a lungo un informatore della Cia in Iran. A sostenerlo e' il New York Times, che cita fonti dell'Amministrazione Obama. Il ricercatore universitario, appena rientrato a Teheran da Washington, ha accusato gli americani di aver tentato di fargli diffondere menzogne sul programma atomico iraniano, una tesi respinta dagli Usa che sostengono che si poteva muovere liberamente. Secondo il Nyt, l'universita' in cui Amiri era ricercatore, la Malek Ashtar di Teheran legata ai Guardiani della rivoluzione, era il quartier generale segreto del programma nucleare iraniano. E quando lo scienziato era ancora nella repubblica islamica, era stato uno delle fonti principali a cui la Cia aveva attinto per il controverso rapporto dell'intelligence Usa sul presunto programma iraniano per l'atomica, pubblicato nel 2007. Una fonte ha riferito che Amiri forni' informazioni "significative e originali" sul programma nucleare del suo Paese. Quando gia' lavorava da tempo come informatore segreto, 13 mesi fa, la Cia prelevo' Amiri durante un pellegrinaggio in Arabia Saudita e lo porto' negli Stati Uniti, dove per un anno ha vissuto in Arizona. Il quotidiano Usa ha spiegato che non e' chiaro se Amiri abbia tentato di portare con lui la moglie e il figlio, che sarebbero stati alla base della decisione di rimpatriare per non esporli a possibili ritorsioni.

Iran/ La maggioranza degli americani: Sì ad attacco israeliano.
09:06 - ESTERI- 16 LUG 2010
Lo rivela un sondaggio.
Roma, 16 lug. (Apcom) - La maggioranza degli americani appoggerebbe un attacco israeliano contro l'Iran. Lo rivela un sondaggio realizzato da TIPP (TechnoMetrica Market Intelligence) un istituto di ricerca americano, secondo quanto riporta il sito web del quotidiano Haaretz.
Secondo il sondaggio, il 56 per cento degli americani è favorevole a un attacco militare da parte di Israele contro gli impianti nucleari iraniani, mentre il 30 per cento è contrario. Risultati simili si riscontrano anche in un sondaggio realizzato dal Pew Research, con il 66 per cento degli americani a favore dell'attacco e il 24 per cento contrario. La scorsa settimana il senatore americano John McCain, dopo un incontro con il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak, ha comunque detto di non credere che Israele stia pensando di attaccare l'Iran.

GHEDDAFI VUOL RUBARE GAZA AD AHMADINEJAD. PER SOLDI...
( ilgiornale.it ).

Economia.

LE NAZIONI UNITE DICHIARANO GUERRA AL DOLLARO USA

E CHIEDONO PUBBLICAMENTE L'ISTITUZIONE DI UNA NUOVA VALUTA MONDIALE

LA VITTORIA DEI BILDERBERG E IL MONDO ALLA FAME

Silenziosi massacri...

Syria massacres Kurds aided by Turkey's Israel-made drones
LA SIRIA STA MASSACRANDO I CURDI AIUTATA DA DRONI TURCHI COSTRUITI IN ISRAELE...
( in inglese - debka.com ).

È proprio uno strano mondo, quello in cui stiamo vivendo.

Vero ?

A seguire la parte XXXIX.

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